Sciopero dei treni: disagi ma poche proteste
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fonte:
- Il Mattino
Paralisi sui binari, ma non è stato il lunedì nero temuto quello che si è concluso ieri sera alle 21 con una coda polemica che è diventata motivo di scontro sulle cifre delle adesioni, mentre sembra quasi certa una nuova astensione a febbraio. La partecipazione allo sciopero per la sicurezza ha avuto un?adesione trasversale, consistente, che non ha paralizzato la circolazione ma ha fatto viaggiare i treni a singhiozzo e con gravi ritardi. Disagi per viaggiatori e pendolari – pochi a Roma, molti a Milano – anche se le fasce protette e i programma dei treni a lunga percorrenza sono stati rispettati anzi, hanno viaggiato più treni di quelli garantiti. Sono comunque più di duecento, invece, i convogli a lunga percorrenza cancellati, tra cui 87 eurostar e 65 intercity. Lo sciopero di 24 ore proclamato dai macchinisti sull?onda del disastro di Crevalcore, senza l?adesione dei sindacati, ha contato su partecipazioni dal 35% all`80-90% secondo i promotori, ferme, invece al 14% per le ferrovie. Ma al di là della solita guerra di cifre, i disagi nelle stazioni e soprattutto lungo le dorsali del Centro-Nord non sono mancati. In Emilia adesioni boom, secondo lo Sma: 85% sui convogli a lunga percorrenza e 98% sul trasporto regionale. Il 70% dei dipendenti ha anche comunicato per lettera la propria partecipazione, per aggirare l?effetto-precettazione. Negli uffici e nella manutenzione partecipazione non oltre il 30%, dice il Sult, mentre per i macchinisti e il personale viaggiante hanno scioperato dal 35% al Sud fino al 80-90% al Nord. A sostenere la protesta sono stati i rappresentanti di base e quelli della sicurezza: Sult, Sincobas e Fltu, mentre gli altri sindacati di categoria – Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Sma e la stessa Orsa – non hanno aderito lasciando agli iscritti «libertà di coscienza». L?emozione per il disastro ferroviario di Crevalcore ha mosso una partecipazione trasversale alla protesta, coinvolgendo nello sciopero anche iscritti ai sindacati non coinvolti. E quest?ultimi, intanto, preparano già un altro sciopero, sempre per la sicurezza, che cadrà ai primi di febbraio con tutta probabilità. Inoltre, dalle assemblee dei lavoratori in corso in varie città, è scaturita la richiesta ai presidenti di Camera e Senato di una commissione parlamentare d?inchiesta sulla sicurezza nelle ferrovie. Le fasce protette per i pendolari (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) sono state rispettate così come il programma dei treni a lunga percorrenza. Emilia, Lombardia e Toscana sono le regioni dove i disagi sono stati maggiori. La dorsale Napoli-Roma-Milano è stata sbloccata soltanto ieri pomeriggio avendo registrato difficoltà soprattutto all?altezza del nodo di Bologna. La protesta dei ferrovieri di base ha raccolto solidarietà illustri: quelle del premio Nobel Dario Fo, di Franca Rame e di Beppe Grillo. E per una volta non hanno protestato neppure i viaggiatori: anzi Intesaconsumatori ha appoggiato lo sciopero definendolo «sacrosanto perché tratta un tema che coinvolge l`intera collettività». Rsu e delegati della sicurezza si riuniranno di nuovo a Bologna il 27 per decidere altre iniziative da attuare a febbraio in attesa delle risposte di Lunardi e l?amministratore delegato di Fs. Intanto la procura di Bologna, che coordina l?inchiesta sul disastro di Crevalcore in cui sono morte 17 persone, continua a raccogliere documenti per l?indagine e parallelamente lavora per cercare di alzare la sicurezza delle ferrovie. Il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi domani, mercoledì, proseguirà l?audizione sul disastro presso le commissioni trasporti di Camera e Senato.
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