14 Gennaio 2005

Legge anti tabacco: i fumatori dicono sì, ma pochi smettono

IL SONDAGGIO / L?81% favorevole al provvedimento, solo un decimo darà l?addio alle sigarette. Un terzo chiede un referendum sul bando




Malgrado le proteste, i disagi, le prime multe, la fatica per alcuni (compreso il sottoscritto) ad abituarsi, il provvedimento anti-fumo, entrato in vigore qualche giorno fa, piace agli italiani. Anche ai fumatori. Più di tre cittadini su quattro ritengono «molto opportuna» la nuova legge. E a questa quota si può aggiungere un altro 18% che la reputa «abbastanza opportuna». In totale, il 94% della popolazione è d?accordo con le nuove regole.
Inoltre, un po? sorprendentemente, si registra solo una lieve differenza tra chi fuma e chi no. Tra questi ultimi, il 99% dichiara di gradire la normativa. Ma, anche tra chi tuttora consuma tabacco, l?81% esprime il proprio accordo con i provvedimenti restrittivi, anche se lo colpiscono personalmente. Con una particolare accentuazione tra le donne e tra chi vive nei Comuni di minori dimensioni.
Viceversa, si rileva un atteggiamento più critico (anche se del tutto minoritario) tra i giovani con meno di 25 anni. E? significativo notare l?assenza di differenziazioni legate all?orientamento politico. Il consenso è «trasversale» a destra come a sinistra. Malgrado l?approvazione generalizzata per il provvedimento, si rilevano delle valutazioni critiche in segmenti non trascurabili di popolazione. Tanto che c?è chi ritiene – grosso modo un terzo degli elettori ? che sarebbe opportuno fare un referendum per abrogare o, meglio, per modificare la legge. Ma le valutazioni negative non riguardano tanto l?opportunità di vietare il fumo, quanto alcuni dei meccanismi che la normativa adottata prevede e, specialmente, alcune modalità della sua applicazione.
Quasi il 40% degli italiani ritiene infatti che le nuove norme siano «troppo rigide». Com?era facile aspettarsi, questa convinzione risulta più presente – supera la maggioranza assoluta – tra chi attualmente fuma. Ma è forse significativo il fatto che l?atteggiamento critico risulti più diffuso tra chi ha titoli di studio bassi e decresca di intensità al crescere del livello di istruzione.

L?altra tematica più toccata da chi esprime critiche alla legge è relativa ai locali pubblici. Il 37% (45% tra i fumatori) ritiene che si doveva lasciare più tempo a ristoratori e baristi per adeguarsi alle nuove regole. Un?osservazione, questa, forse non del tutto corretta, in quanto gran parte dei proprietari e degli esercenti di bar e ristoranti ha deciso sin d?ora di non istituire la zona per i fumatori, perché troppo costosa o complicata da realizzare.
In ogni caso, quasi un italiano su tre è dell?opinione che vi saranno danni economici per gli esercizi pubblici.

Ma, al di là del giudizio sulla legge, quali potrebbero essere le conseguenze nel prossimo futuro? La maggioranza assoluta della popolazione ritiene che un primo effetto consisterà nella riduzione del numero di fumatori. Sembrano esserci dei riscontri immediati, almeno sul piano delle intenzioni.
Più dell?11% dei fumatori dichiara che coglierà l?occasione per smettere di fumare. Il 18%, al contrario, prevede di frequentare meno in futuro i locali pubblici e i ristoranti in cui non ci sono sale per fumatori. Ma il 70% afferma invece che si adeguerà al provvedimento, rispettando le regole. I gestori di bar e ristoranti possono stare tranquilli.

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