18 Gennaio 2005

Bagni chiusi durante la ricreazione a causa del fumo

IL CASO




Bagni chiusi durante la ricreazione a causa del fumo. E gli studenti scioperano, rifiutandosi di entrare a scuola. È successo in uno storico liceo di Roma, l`artistico di via Ripetta, dove la preside, stufa «della calca che c`è nei bagni durante la ricreazione», ha adottato un provvedimento drastico: i servizi igienici restano chiusi durante i 15 minuti di intervallo. Gli studenti per tutta risposta ieri si sono rifiutati di entrare. «Se i bagni non riaprono sciopereremo anche nei prossimi giorni», hanno minacciato.«I giovani durante i 15 minuti della ricreazione si accalcano tutti assieme nei bagni per fumare -ha spiegato la preside Letizia Terriniani- l`istituto non ha un cortile interno dove trascorrere il tempo del`intervallo così vanno tutti al bagno: ma il fumo che si addensa nei locali è nocivo alla salute dei ragazzi stessi e degli operatori della scuola».Una spiegazione che non convince gli studenti. «Li voleva chiudere e lo ha fatto con la scusa del fumo. Ma noi andiamo avanti: o li riapre o a scuola non torniamo », dice Silvia. Gli altri fuori annuiscono.
Il Moige critica la decisione presa dalla preside del liceo romano.

«Non credo che chiudere i bagni per la durata della ricreazione – afferma Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, Movimento italiano genitori – sia una soluzione utile e tanto meno credo che possa insegnare qualche cosa a degli adolescenti. Così si scatena uno scontro frontale, ma non ne nasce nulla di costruttivo». La scuola, secondo Munizzi «deve essere in grado di esercitare una reale autorità sui suoi studenti, deve saper imporre, con le regole e con il dialogo, una disciplina, ma se gli studenti trasgrediscono, la scuola non può rispondere trasgredendo a sua volta e venendo meno nella fornitura di un servizio». «Potrebbe invece rispondere – osserva – con `punizioni` che siano state stabilite: ad esempio sanzioni disciplinari o multando i trasgressori ai sensi della legge vigente. Se poi la scuola non è in grado di far rispettare le regole – aggiunge – allora è un altra questione, molto grave, sintomo di un malessere, forse più dell`istituzione scuola che non del singolo istituto».Tra l`altro, a parere della Presidente del Moige – «chiudendo i bagni si penalizzano anche i non fumatori: così chi deve andare in bagno interromperà la lezione e chi deve fumare farà esattamente la stessa cosa: così invece di perdere la ricreazione perderanno la lezione e fumeranno lo stesso».

Anche il Codacons critica la decisione della preside. «Non è questo il sistema giusto per far rispettare i divieti di fumo nelle scuole – afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi. Non si può né chiudere i bagni, né lasciare che gli studenti fumino nei locali dell istituto, bensì si può mandare un bidello nei bagni nell` orario di intervallo e provvedere all individuazione dei trasgressori con relativa denuncia alle forze dell ordine. Qualche multa per il non rispetto dei divieti afferma Rienzi servirà da buon esempio e indurrà gli altri studenti a non fumare».

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