18 Gennaio 2005

«A scuola non si fuma»: la preside chiude i bagni







«Non si fuma a scuola». La preside ha deciso: linea dura. Non ci sono più scuse: «I ragazzi vanno controllati. Sempre». Ma non basta. E allora scatta un provvedimento più drastico. «Bagni chiusi durante la ricreazione a causa del fumo». E gli studenti? Scioperano. È successo nello storico liceo artistico di via Ripetta, dove la preside, stufa della calca che si crea nei bagni durante la pausa ha imposto la nuova regola: i servizi igienici restano chiusi durante i 15 minuti di intervallo.
I ragazzi, per tutta risposta, ieri si sono rifiutati di entrare. «Se i bagni non riaprono sciopereremo ancora», hanno minacciato. «I giovani durante la ricreazione si accalcano tutti assieme nei bagni per fumare – ha spiegato la preside Letizia Terriniani – l?istituto non ha un cortile interno e così vanno tutti nello stesso posto. Il bagno, appunto. Il fumo che si addensa nei locali è nocivo alla salute dei ragazzi stessi». Una motivazione non condivisa dagli studenti. «Li voleva chiudere, i bagni. E lo ha fatto con la scusa del fumo. Ma noi andiamo avanti: o li riapre o a scuola non torniamo», assicura Silvia. E i compagni annuiscono. Giacomo, 16 anni, cappellino in testa, zaino sulle spalle, spiega: «Non si può negare il diritto di andare in bagno con questa motivazione. E? vero, qualcuno ci fuma, ma c?è anche chi ha necessità. Come la mettiamo?». E poi aggiunge ancora più arrabbiato: «Non solo: durante le ore di lezione, quando devi andare in bagno, non puoi andarci come le persone normali. Che succede? Devi chiedere le chiavi al bidello, che non c?è mai, e quando hai finito le devi riconsegnare. Se non ti sbrighi a uscire ti viene a controllare. E? assurdo. Però nessuno si accorge che le scale antincendio non ci sono. Perché?». Federica, 18 anni, aggiunge: «E? da quando siamo tornati dalle feste di Natale che abbiamo trovato questa bella sorpresa. Una nuova regola. Poi, che la scuola cade a pezzi, nessuno ne parla. Non basta guardare l?entrata con tutto il suo bel corridoio lindo e pinto, con le sue belle statue. O lo studio della preside. E? sopra che bisognerebbe salire: porte e finestre rotte, riscaldamenti che non funzionano».Ieri, rappresentati di istituto e preside si sono incontrati per discutere sul provvedimento. Il risultato? «Dopo l?incontro ci hanno detto – dice Susanna, 17 anni – che per la preside non c?è possibilità di accordo. E allora non ci rimane che andare avanti con lo sciopero». Sulla vicenda scende in campo anche il Codacons che critica la decisione della preside del liceo. «Non è questo il sistema giusto per far rispettare i divieti di fumo nelle scuole», afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi. E continua: «Bastava mandare un bidello in bagno nell?orario di intervallo e provvedere all?individuazione dei trasgressori e relativa denuncia alle forze dell?ordine». «Qualche multa per il non rispetto dei divieti, questo sì – afferma sempre Rienzi – servirà da buon esempio e indurrà gli altri studenti a non fumare». Altre voci giungono per condannare il provvedimento preso. «Così si scatena solo uno scontro frontale», dice Maria Rita Munizzi presidente del Movimento italiano genitori (Moige), che critica il provvedimento adottato nel Liceo di via Ripetta. Anche gli esponenti di Azione Giovani (An) esprimono solidarietà agli studenti del liceo artistico: «Chiudere i bagni durante l?ora di ricreazione è come chiudere la mensa durante l?ora dei pasti: semplicemente illogico e irresponsabile».

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