18 Gennaio 2005

Bond Argentina, in piazza la protesta

Bond Argentina, in piazza la protesta


obbligazioni. Il governo di Buenos Aires: «La nostra proposta è la migliore possibile, prendere o lasciare». Ma il sottosegretario Magri e i consumatori invitano a non aderire all?offerta





Un road show avviato in modo semiclandestino, la protesta dei risparmiatori dinanzi a Palazzo Chigi e un invito (fatto dal Codacons) a boicottare anche bistecche e musiche argentine. Per la vicenda dei Tango-bond, le obbligazioni argentine non rimborsate per 81,8 miliardi di dollari, è cominciata un`altra settimana di passione. A Roma è sbarcato Guillermo Nielsen, sottosegretario alle Finanze, che ha invitato gli italiani a «prendere o lasciare» la proposta formulata nell`Ops (Offerta di scambio) lanciata la settimana scorsa.
Nella sede del Mediocredito centrale Nielsen ha incontrato non più d`una ventina di persone, in prevalenza gestori di fondi e intermediari del gruppo Capitalia. Hanno disertato l`incontro, tenuto segreto fino all`ultimo, quasi tutte le associazioni dei consumatori (hanno incontrato Nielsen più tardi). Fra i presenti, invece, l`Adusbef: «Nielsen ci ha detto “Tutto il mondo è scontento di questa proposta. Non piace neanche a noi, ma è la migliore che potevamo fare e quindi non c`è miglioramento“», ha riferito Elio Lannutti.
La tappa più dura, quella italiana, del tour mondiale di presentazione della ristrutturazione del debito in default dal 2001, ha ridestato le polemiche. Alimentate anche, stavolta, da alcune reazioni del governo italiano. Alla Farnesina il sottosegretario degli Esteri, Giampaolo Bettamio, su indicazione del ministro Fini ha ricevuto l`ambasciatore argentino Taccetti, al quale ha manifestato «grave preoccupazione» per le conseguenze subite da 450mila risparmiatori italiani. Ancora più scalpore hanno suscitato le frasi pronunciate alla radio da Gianluigi Magri: «L`Argentina sta cercando di prenderci in giro», ha affermato il sottosegretario Udc all`Economia, ricordando che nel 2004 lo stato sudamericano ha avuto «quasi il 30%» in più di entrate fiscali e concludendo che «i risparmiatori hanno solo una possibilità, quella di rifiutare in blocco» l`Ops, in modo da costringere il governo di Kirchner a una nuova proposta. Più tardi Magri ha dovuto precisare che le sue erano solo «valutazioni personali». Da notare che, comunque, nessun rappresentante del Tesoro ha avuto ieri contatti ufficiali con lo staff ristretto di Nielsen, una decina di persone, che dopo il road show ha accuratamente evitato i giornalisti per rinchiudersi, dopo una veloce tappa alla Bnl (la cui filiale argentina ha aderito all`Ops), in uno studio legale di piazza di Spagna. Peraltro, in una doppia intervista rilasciata in patria, il vice del ministro Lavagna ha sostenuto che le banche italiane starebbero comprando dai propri clienti obbligazioni all`attuale prezzo di mercato, per poter poi aderire all`offerta. Non c`è stata conferma di questa notizia, ma la Tfa, la task force costituita dall`Abi, ha negato: «Fa parte della propaganda del governo argentino, al pari del 25% che avrebbe già aderito – ha risposto Nicola Stock -. A noi non risulta nulla». Stock ha poi aggiunto che sta «maturando un`iniziativa diplomatica» e che chi non aderirà «non avrà comunque in mano carta straccia».
Intanto, mentre un sit-in si svolgeva davanti alla sede del governo con appelli al boicottaggio, piena convergenza di posizioni è stata registrata in un incontro fra le 16 sigle aderenti al Cncu (il consiglio nazionale) e alcuni parlamentari. Questi ultimi, guidati da Tabacci (Udc) e Benvenuto (Ds), si sono impegnati – ha riferito l`Adiconsum – a cercare di far approvare, nella legge sul risparmio, una norma che vincoli le banche a rimborsare loro i clienti per poi rivalersi sull`Argentina. «Le banche potrebbero offrire il 70% del valore nominale», ha spiegato Antonio Longo (Movimento difesa dei cittadini). E ricorsi contro il governo argentino sono annunciati dal Middie, il movimento sui diritti italiani all`estero.

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