16 Gennaio 2005

Blocco parziale del traffico, via libera alle polemiche

La Regione: troppe deroghe. Il Comune: impossibile vietare ai tifosi di lasciare lo stadio. Il Codacons: denunce per le malattie legate all?inquinamento



Oggi tutti in giro a piedi, in sella alla bici o con i mezzi pubblici: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, sei ore di blocco delle auto che lasciano molti perplessi e che scatenano nuove polemiche sulla loro efficacia come misura straordinaria anti-smog seppure saranno seguite da quattro giovedì – a partire dal prossimo – di circolazione ridotta a targhe alterne e da domenica 23 con uno stop del traffico di 12 ore, dalle 8 alle 20. Sei ore di blocco con i mezzi pubblici che viaggiano a pieno regime e con biglietti a prezzi scontati per una città con i negozi aperti per saldo e che da oggi a giovedì accoglie le sfilate della moda maschile. Efficacia dubbia anche per la quantità di eccezioni e di deroghe che le accompagnano. Già, perché oltre alle innumerevoli categorie di cittadini che munite di tesserino professionale o di dichiarazione del proprio datore di lavoro sfuggono al divieto, è arrivata anche una deroga straordinaria concessa dal Comune su richiesta del club rossonero per gli spettatori dell`incontro di calcio Milan-Udinese allo stadio Meazza. Visto che tra mezzogiorno e le 15 si può utilizzare l?auto anche se non è elettrica o a gas, potrebbero arrivare allo stadio per il fischio d?inizio delle 15 come se nulla fosse con la propria vettura. Il problema sarebbe stato tornare a casa ma la deroga permette loro a fine partita, poco prima delle 17, di riaccendere il motore mostrando ai punti di controllo il biglietto d?ingresso o l?abbonamento dello stadio. Immediata una mini-polemica tra Regione e Comune. L?assessore all?ambiente della Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, tuona: «E? un errore». L?assessore al traffico cittadino, Giorgio Goggi, replica: «Avendo deciso un blocco del traffico a fasce orarie, non potevamo che fare una deroga per i tifosi in arrivo al Meazza: come avremmo potuto tenerli bloccati fino alle 18?».
«L?incomprensibile finestra lasciata dalla Regione rischiano di vanificare il blocco del traffico», osserva il consigliere regionale verde Carlo Monguzzi. Parla di «beffa» e invita a milanesi a «rinunciare all?auto per tutto il giorno ed essere perciò più responsabile delle istituzioni», così come già fatto da Legambiente Lombardia. «Basta con le menzogne. La sinistra non sa far altro che distribuire informazioni false ai cittadini», sbotta Maurizio Bernardo, assessore lombardo ai Servizi di Pubblica Utilità. E giù a difendere a spada tratta l?operato del governatore Formigoni: «Sotto la sua guida, la Regione Lombardia ha avviato da anni politiche integrate sull`ambiente prevedendo incentivi e finanziamenti per l`acquisto di motocicli elettrici e a bassa emissione, di auto a metano o Gpl, per la sostituzione delle vecchie caldaie con quelle a metano, per l`installazione di impianti fotovoltaici e termico-solari e per il cambio del parco mezzi pubblici con quelli a bassa emissione. Il blocco del traffico è solo uno degli interventi che rientrano nell`azione della regione a favore della salute dei cittadini».
«Il blocco del traffico è stato fortemente voluto dalla provincia di Milano fin dall?inizio dell?emergenza smog», rivendica l?assessore provinciale all?ambiente Bruna Brembilla. Che annuncia un summit per il prossimo 25 gennaio in provincia: «Abbiamo invitato i sindaci dei 65 comuni dell?area critica per coordinare le dovute politiche di miglioramento dell?aria».
In attesa del varo di politiche antismog efficaci e coordinate, in Lombardia si mobilitano i Codacons e anche Italia dei Valori. Ciascuno con un pool di avvocati si rendono disponibili a ricevere segnalazioni di cittadini «colpiti da patologie legate all?inquinamento» con l?obiettivo di denunciare in tribunale Comune, Regione e Stato e tutelare il sacrosanto diritto alla salute.

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