15 Gennaio 2005

Smog, scatta il blocco totale per sei ore

Domani niente auto dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. I Verdi: non basta, ogni milanese spenga i motori per tutto il giorno




Domani non si potrà circolare in auto tra le 9 e le 12 e tra le 15 e le 18. Autobus, tram e metropolitana saranno in funzione a pieno regime, come fosse un giorno feriale, e biglietti a prezzo ridotto. E domani saranno ben dodici giorni dopo l?inizio dell?ennesima emergenza smog segnata dalle polveri sottili a quota da capogiro: 131 microgrammi, ieri, contro la soglia di legge di 50. Sei ore festive in cui si andrà tutti a piedi, in bicicletta e con i «mezzi». Ad eccezione, ovviamente, di chi possiede un veicolo elettrico o a gas catalizzato. Ma anche ad eccezione di alcune categorie di cittadini: i tecnici di pubblica utilità, i sacerdoti, i medici e i veterinari, i disabili, i dipendenti con turni di lavoro tali da impedire l?utilizzo di bus e metrò, gli allestitori di fiere e gli ambulanti, gli atleti di società sportive… «Impossibile quantificare quanti sono i cittadini esclusi dal divieto di circolazione», dice Emiliano Bezzon, vice-comandante dei vigili di Milano. «E comunque col blocco a fasce orarie, tanti riusciranno a organizzarsi per fare le proprie cose utilizzando l?auto», aggiunge prima di assicurare che «i controlli saranno rigorosi».

Un invito a milanesi, bresciani, bergamaschi e comaschi a lasciare ferme le auto tutto il giorno arriva da Legambiente Lombardia. «Se siamo consapevoli della situazione di emergenza smog che stiamo vivendo nelle nostre città, dimostriamolo trasformando il blocco di 6 ore indetto dalla Regione in un blocco non-stop autoconvocato», esorta il presidente Andrea Poggio. E convinto che «fare a meno delle quattro ruote in una giornata di relax ci si prende gusto come dimostrato dal successo delle passate domeniche ecologiche» e che «se i Comuni organizzano iniziative e i negozianti tengono aperte le serrande, la domenica a piedi diventa l`occasione migliore per riconciliarsi con la città».

Un invito speciale per il sindaco nella sua qualità di commissario straordinario al traffico lo recapitano i consiglieri comunali di Rifondazione: «Lo invitiamo a rinunciare a spendere i 25 milioni di euro della vendita delle azioni Aem per interventi tipo l?installazione di telecamere nei parchi e investire quei soldi per potenziare invece i mezzi pubblici, costruire piste ciclabili e favorire la diffusione dei veicoli elettrici o a bassa emissione». Per Albertini e per il presidente della Regione Formigoni, anche una diffida dei Codacons: «Gli intimiamo di prorogare il provvedimento delle targhe alterne almeno fino al 15 aprile, giorno in cui in gran parte della Lombardia si spegneranno i caloriferi. Altrimenti faremo causa e chiederemo risarcimenti per i danni fisici procurati ai bambini».

«Il problema dell?ambiente certo non si risolve fermando il traffico a scadenza. E? nella qualità dello sviluppo che si risolve il problema», sostiene Riccardo Sarfatti, candidato della Gad alle regionali lombarde. «Sacrifici inutili», i blocchi del traffico tout court per l?Aci di Milano: «L`inquinamento non si combatte limitando la libertà di circolazione, ma giorno dopo giorno, col potenziamento e lo svecchiamento dei mezzi pubblici, con la scelta di motorizzazioni meno inquinanti e col controllo degli impianti di riscaldamento». All?Aci ritengono «sacrifici inutili» soprattutto i blocchi domenicali: «Nei giorni festivi i veicoli più inquinanti, ossia quelli commerciali, responsabili da soli della metà delle emissioni di PM10 imputabili ai mezzi di trasporto, sono già fermi e il traffico è comunque più fluido e ridotto».
Della stessa idea, Massimo Todisco dell?Osservatorio di Milano che azzarda qualche cifra: «Normalmente la domenica circolano in città circa 300 mila veicoli, mentre nei giorni feriali si supera il milione. Perciò, a che serve un blocco domenicale?».

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