13 Gennaio 2005

Bond argentini, oggi la risposta del governo



Milano. La parola ora passa al governo. Oggi pomeriggio alle 14,30 è attesa l`audizione del ministro dell`economia Domenico Siniscalco alla Camera sulla vicenda dei bond argentini. Un`audizione molto attesa, in quanto rappresenta la risposta del governo italiano alla proposta-ricatto avanzata dal governo di Buenos Aires.
Ieri il presidente della task force Argentina, Nicola Stock ha definito l`offerta pubblica di scambio proposta dal governo argentino “l`imbroglio più trasparente della storia“ mentre le associazioni dei risparmiatori hanno dichiarato fin da subito il loro totale dissenso. Ora tocca al governo italiano prendere posizione su una vicenda che coinvolge ben 450mila risparmiatori, tanti sono quelli che oggi hanno in portafoglio obbligazioni del paese sudamericano.

Siniscalco dovrebbe infatti dire quello che l`esecutivo vuole fare. E in molti auspicano che la decisione sia quella di respingere con forza la proposta dell`Argentina. “Ai risparmiatori viene proposto di leggere un prospetto informativo di 500 pagine sotto il quale si nasconde la restituzione del 25% di quanto hanno versato, ma soltanto tra 25 anni. Il governo deve dire no a nome dell`Italia, mentre il Parlamento può intervenire approvando al più presto una nostra proposta di legge – afferma Giorgio Benvenuto, capogruppo della commissione Finanze della Camera – nella quale si permette ai risparmiatori di vendere le obbligazioni alle banche collocatrici che negozieranno poi le grandi quantità da un punto di forza impossibile al singolo piccolo investitore“.

L`Argentina, dal canto suo, ha fatto sapere che “non ci sarà alcun miglioramento, non ci sarà un altro scambio“. Le parole sono del sottosegretario alle Finanze argentino Guillermo Nielsen. La proposta di Buenos Aires prevede di trasformare bond in defoult per 102,6 miliardi di dollari in bond per un valore di 41,8 miliardi di dollari. Chi non aderirà si troverà in mano carta straccia.

“Dopo 3 anni siano punto e a capo“, afferma a Bloomberg Tv Marcello Benedetti, di Hsbc, che auspica un`inziativa a livello internazionale finalizzata a ottenere un rimborsa di circa il 5-10% più elevato di quello oggi proposto dal governo argentino.

Le associazioni dei consumatori hanno immediatamente bocciato l`offerta pubblica di scambio sui bond argentini in default. La proposta viene definita “scandalosa“ da Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. E per questo le quattro sigle arrivano a chiedere a Palazzo Chigi di richiamare “l`ambasciatore italiano per esprimere il dissenso e l`indignazione dei cittadini italiani su una formula finanziaria truffaldina che tenta di addossare all`Italia i costi del crack dell`Argentina“.
Anche l`Adiconsum giudica negativamente l`Ops e chiede “al garante per la privacy di bloccare la consegna dei nominativi dei risparmiatori al Governo argentino“. L`esecutivo italiano viene accusato di essere rimasto “sino a oggi spettatore“ nonostante siano “in gioco i risparmi di circa mezzo milione di famiglie italiane“.

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