12 Gennaio 2005

FUMO È POLEMICA NELLE SCUOLE

FUMO È POLEMICA NELLE SCUOLE





E sì che quasi tutti gli istituti napoletani hanno delegato ad un docente (o più) i controlli a tappeto nei corridoi, nella sala docenti, negli androni. Restano terra di nessuno bagni e cortili, e le palestre all´aperto, mete fisse durante l´intervallo, e non solo. Negli istituti scolastici i controlli dei vigili non si sono ancora visti (li si aspetta al varco), ma agenti in divisa hanno fatto capolino all´Istituto universitario Orientale ed a Giurisprudenza, nella sede centrale dell´ateneo Federico II. In formazione di pattuglia nei corridoi, poi una guardata nelle aule, controlli più serrati al bar. Ma nessun fumatore sorpreso con la cicca tra le dita. «Una caccia alle streghe – stigmatizza Benedetta Sciannimanica, segretario provinciale della Confederazione degli studenti – cieca di fronte ai problemi veri della città. Così mentre le forze dell´ordine se ne andavano in giro nella facoltà di Giurisprudenza, fuori i soliti parcheggiatori abusivi “lavoravano“ indisturbati». Fa sempre effetto vedere gli uomini in divisa all´università. E vederli pronti a puntare il dito.
Un esercizio che non si sono risparmiati, ieri, i rappresentanti di Codacons e Listaconsumatori della Campania. Nel mirino i presidi ed il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino. «Il fumo è vietato anche nelle scuole e il rispetto della legge deve essere assicurato con vigore». Anche a costo di prendersela con chi negli istituti non c´è: Bottino appunto. «Qualora dovessero riscontrarsi violazioni – scrivono le associazioni di consumatori – chiediamo che la sanzione massima prevista dalla legge sia elevata nei confronti del direttore regionale Bottino, il quale dovrebbe poi aprire procedimenti contro i presidi che hanno consentito agli studenti di fumare». Una indicazione che ha il sapore della ritorsione.
Altra storia quella del cinquantenne che ingannava l´attesa, in fila alla posta di piazza Matteotti, misurando il tempo con la sigaretta che gli si consumava tra le labbra. Beccato col sorcio in bocca, dai vigili urbani. Così oltre alle bollette ha pagato la multa: «Faccio tutto insieme, già che ci sono». E non è stato il solo, ieri, ad esser stato sorpreso sul fatto. Erano in due, nella saletta Bingo di via Tarsia. Aspettavano il numero che avrebbe consegnato loro una piccola fortuna; si sono ritrovati multati.
Intanto la Provincia ha presentato, ieri, la sua campagna antifumo a supporto della legge Sirchia. «Ti stai fumando la vita; il fumo uccide» recita lo slogan che comparirà su manifesti e volantini destinati alle scuole, ai mezzi pubblici, ai locali. «Vogliamo far capire i danni che provoca il fumo – spiega il presidente dell´ente di piazza Matteotti, Dino Di Palma – ma il nostro obiettivo è anche quello di sensibilizzare i fumatori circa i disagi che provocano ai non fumatori». Un uomo con la testa ridotta in cicca fumante è il simbolo della campagna, un mostro senza più cervello, «perché vogliamo essere convincenti – aggiunge Di Palma – e fare informazione, oltre che chiedere il rispetto della legge». Ad iniziare dai propri uffici, nei quali, da oggi, trenta dipendenti scelti ad hoc vigileranno sul rispetto del divieto.

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