11 Gennaio 2005

Blitz dei Codacons in alcuni locali: «Presto ripeteremo le ispezioni»

Il pm Guariniello: «Nessuna infrazione, ma continuiamo i controlli»

Blitz dei Codacons in alcuni locali: «Presto ripeteremo le ispezioni»


Torino virtuosa. Almeno per quanto riguarda il fumo. «Nessuna infrazione oggi (ieri, ndr)» annuncia il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che da una quindina di giorni coordina controlli delle forze dell?ordine e dell?Asl nei locali pubblici di Torino e provincia. Negli ultimi giorni del 2004, le ispezioni riguardavano l?applicazione del decreto legislativo «626» (sicurezza sul lavoro): da ieri, a quella normativa si è aggiunta anche la «legge Sirchia», che vieta il fumo nei locali pubblici. Con qualche eccezione. Come le «sale per fumatori», che devono essere attrezzate con aspiratori per evitare «l?effetto nebbia» assai poco salutare. Un?altra eccezione riguarda le abitazioni private, dove i fumatori possono sbizzarrirsi.
«Ci sono, però, alcune incongruenze normative che possono causare fraintendimenti» spiega Guariniello, che proprio in questi giorni ha quasi ultimato il saggio «Il fumo di tabacco dal decreto legislativo 626 alla legge 3 del 2003». Aggiunge: «La norma entrata in vigore oggi (ieri, ndr) prevede sanzioni per chi non rispetti il divieto di fumare. In più, prescrive i requisiti delle sale riservate ai fumatori, ma non contempla le sanzioni per i gestori che violino quei dettami». Così, ecco il paradosso: il cliente del bar con la sigaretta accesa rischia oltre 200 euro di multa, il gestore che stipa i clienti in una saletta modello «camera a gas» rischia nulla. «C?è, però, la ?626?, che prevede sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le normative di sicurezza. E per chi viola questo decreto legislativo è previsto l?arresto da 3 a 6 mesi oppure l?ammenda da 1549 a 4131 euro» spiega Guariniello. E ancora, la «legge Sirchia» esclude dal divieto le abitazioni private, «ma questo non può valere quando sono anche luoghi di lavoro. Faccio l?esempio di una ?colf?, che ha diritto a operare in un ambiente senza fumo come qualsiasi altro lavoratore», aggiunge Guariniello. E i camerieri non fumatori che devono servire clienti in salette per fumatori? «Illecito» sentenzia Guariniello, che ieri ha ricevuto un «rinforzo» non richiesto agli ispettori: cinque «smokebusters» del Codacons, entrati in svariati locali pubblici armati di accendino e sigarette. Hanno sfidato i gestori tirando boccate dalle loro «bionde» e lasciando cadere la cenere con disinvoltura sui tavolini. Attendevano il rimprovero, la minaccia di multa, pronti a denunciare i titolari più indulgenti. Provocazione andata a vuoto. I titolari dei locali e gli stessi camerieri hanno invitato i «provocatori» a spegnere le sigarette. «Siamo soddisfatti dell`esito di questa indagine – dice Tiziana Soriento, presidente regionale Codacons -. I torinesi rispettano le regole, la gente dimostra un grande senso civico. Ripeteremo l`ispezione tra qualche mese, quando il divieto non sarà più così ricordato da tivù e giornali. Speriamo di poter confermare il risultato positivo dell`indagine».

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