10 Gennaio 2005

Ore 24: pistole ad acqua contro le sigarette

Ore 24: pistole ad acqua contro le sigarette


A Trastevere la provocazione del Codacons. Ai Parioli c?è chi ha chiuso a mezzanotte per evitare discussioni




Niente fumo, ma neanche arrosto, spaghetti o dessert: il più salomonico è stato Italo Santucci, gestore del Caminetto di viale Parioli. A saracinesca appena abbassata spiega: «Ho chiuso a mezzanotte, per evitare discussioni con la clientela. Da oggi a pranzo da me non si fuma e basta, ma ieri sera potevano sorgere discussioni che ho preferito evitare. Un?area fumatori? Ho provato a crearla, ma per ragioni architettoniche non posso chiuderla con una porta». «A me questi sembrano degli esaltati»: la ragazza che a mezzanotte e cinque passa in via della Scala, a Trastevere, commenta così l?iniziativa del Codacons, i cui attivisti prima hanno bruciato in strada due pacchetti di sigarette, poi, armati di pistole ad acqua, hanno spedito la miss ingaggiata per l?occasione a cercare «colpevoli» nei locali. Ne ha sorpresi un paio, non di più. Perché, pur nella totale assenza di vigili urbani, ancora prima della mezzanotte in molti locali del centro le sigarette erano ben chiuse nei pacchetti, tirate fuori solo all?aria aperta. «L?Anomalia», «Birreria Trilussa», «La Scala», a mezzanotte la stessa scena: clienti e camerieri che, per fumare, escono.
Da ieri, dunque, è entrata in vigore la legge che vieta di fumare nei locali: un divieto che, com?è inevitabile, in alcuni locali sarà stato infranto. Ma in molti è stato rispettato.
La svolta, in ogni caso, preoccupa i gestori: «Non siamo contrari al divieto – dice Nicola Gaudenzino, presidente della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi – ma quello che proprio rifiutiamo è invece il ruolo di sceriffi antifumo: su questo Sirchia non è chiaro, ma noi non abbiamo dubbi. L?assessore regionale alle Attività produttive Saponaro ha promesso fondi».
Solo pochi locali romani hanno provveduto a creare aree separate. «Siamo intorno ai 40-50 locali su 4mila – aggiunge Gaudenzino – Ma più in ansia sono i nostri 150 associati gestori di discoteche. Lì si rischiano problemi di ordine pubblico. Immaginate un centinaio o più ragazzi che escono in strada nella notte. Sicuro che staranno zitti per non disturbare chi dorme?». Fra chi si è messo in regola c?è il ristorante «Maremoto» dell?Aleph Hotel, vicino via Veneto: «Abbiamo riservato al fumo la nostra sala lettura», dice il maitre Vincenzo Oliveri. Contiene 20-22 posti la saletta per fumatori di «Cesare» in via Crescenzio: «Il debutto? – spiega il proprietario Armando Arrigoni – Rinviato a domani. Fino a ieri lì non ci si voleva sedere nessuno. I fumatori si sentivano in castigo. Dovranno andarci, è la legge». Già, le leggi. Non solo le nuove, ma anche le vecchie non sempre sono rispettate: le quaranta sigarette incendiate dagli attivisti del Codacons in via La Scala sono rimaste lì, sulla strada. In mezzo a una chiazza di alcol e a un paio di pacchetti vuoti.

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