9 Gennaio 2005

Sigarette, «festa d?addio» Notte di controlli e proteste

Sigarette, «festa d?addio» Notte di controlli e proteste


Dalle 24 di oggi entra in vigore la legge antifumo Subito in azione i Nas. In via Bigli party dei ribelli




Una valanga di ricorsi incombe sulla legge antifumo del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. I fumatori sono avvertiti: a mezzanotte di oggi chi si trova in bar, ristoranti o discoteche sarà costretto a spegnere la sigaretta. Il punto è che i gestori dei pubblici esercizi non ci stanno a indossare la divisa dell?esercito antisigaretta. «Non siamo sceriffi – contesta Alfredo Zini, presidente dei ristoratori aderenti a Epam-Fipe -. La categoria è compatta: impugneremo le multe». «Attenti – ribatte il comandante dei Nas di Milano, Paolo Degrassi – quando si contesta una sanzione si rischia anche di vedersi aumentare la somma da versare. E se la “punizione“ minima è di 220 euro, gli esercenti sappiano che si può arrivare fino a 2.200».
Oltre ai Nas, anche la polizia annonaria sarà in prima linea nel far osservare il divieto con una pattuglia formata da un ufficiale e sei vigili. «Per quanto ci riguarda, non abbiamo allestito una task force mirata – precisa il comandante dei Nas di Milano -. I nostri uomini (circa una trentina operativi in città, ndr. ) interverranno per sanzionare gli illeciti scoperti durante i servizi di routine».
Particolarmente arrabbiati i proprietari di discoteche e sale da ballo. «Questa legge è inapplicabile. Non possiamo certo assumere personale per la sorveglianza antifumo. Inoltre il richiamo a spegnere la sigaretta potrebbe ottenere il risultato di accendere la rissa», avverte Rodolfo Citterio, presidente del Silb di Milano.
Per evitare il rischio di sanzioni c?è anche chi sta pensando di interpretare la legge alla lettera e di investire i centralini di Nas e polizia annonaria con una valanga di chiamate-denuncia verso altrettanti clienti-fumatori. «Le discoteche nel milanese sono 78. Mettiamo che, appena passata la mezzanotte, la metà dei gestori chiami i vigili per denunciare i fumatori. Non credo che le forze dell?ordine siano attrezzate per rispondere».
Certo è che l?entrata in vigore della legge antifumo cambierà le abitudini dei milanesi. Molti ristoranti si stanno già attrezzando per offrire scialli alle signore che non vogliono rinunciare alla sigaretta tra una portata e l?altra. O per riscaldare con lampade elettriche l?area esterna adiacente all?ingresso dei locali.
I fumatori accaniti accetteranno il brivido da sigaretta? Non ci stanno gli aderenti all?associazione dei «Fumatori cortesi». «A mezzanotte e un minuto ci troveremo al Mithia di Milano (uno show room in via Bigli) per fumarci la prima bionda dell?era del proibizionismo talebano», annuncia da giorni il presidente, Giuliano Bianucci. Di qui l?esposto alla prefettura di Milano con cui il Codacons chiede di bloccare la manifestazione.
Se per i fumatori accaniti opporsi al divieto di fumo nei locali pubblici è difficile, contestare quello nelle fabbriche e negli uffici rischia di essere quasi impossibile. «I datori di lavoro che non fanno spegnere la sigaretta potrebbero vedersi chiedere i danni da parte dei dipendenti che si sono ammalati per colpa del fumo passivo», sottolinea il comandante dei Nas di Milano. Un formidabile incentivo a far rispettare le nuove regole.


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