9 Gennaio 2005

Si poteva fare di più per evitare la tragedia?

Si poteva fare di più per evitare la tragedia?


Tra silenzi, mancate segnalazioni, visite inutili perché non c`era nessuno e un appuntamento mancato




Si poteva fare di più per evitare la tragedia? È l`interrogativo che serpeggia, strisciante, dopo la morte della bambina di 16 mesi e le dichiarazioni rilasciate da più parti. L`impressione è che tutti i soggetti coinvolti nella vicenda siano intervenuti secondo le proprie competenze. Forse, è mancato il dialogo a più voci che una storia dirompente come questa avrebbe richiesto. Per il questore, Giuseppe Zannini Quirini, rimane il rammarico perché «nessuno dei vicini della coppia si sia mai preoccupato di avvertire gli enti competenti, polizia compresa». Mentre il funzionario della squadra mobile incaricato di seguire il caso, Leopoldo Testa, spiega: «I servizi sociali sono intervenuti per aiutare la famiglia, hanno bussato alla porta della loro abitazione, ma non hanno mai ricevuto alcuna risposta». La Circoscrizione può contare su quattro assistenti sociali. Per il presidente, Fernando Rodio: «Mi sembra che si siano comportate in maniera professionale. Questi eventi sono imprevisti e imprevedibili. Le due assistenti sociali si sono recate sul posto quattro volte, senza mai trovare nessuno, hanno parlato con i vicini ed hanno lasciato la cartolina col numero di telefono. Tant`è che la donna ha richiamato, ha fissato un appuntamento, ma non si è fatta trovare. Il passo successivo – eravamo sotto le feste di Natale – sarebbe stato la richiesta d`intervento dei carabinieri. Ma non c`è stato il tempo tecnico per farlo. Bisogna anche ricordare come la segnalazione dell`ex marito sia stata generica, si parlava di disagio dei figli – mi risulta che gli altri tre bambini siano in buona salute – e nessuno si è mai rivolto alle istituzioni, altrimenti saremmo intervenuti, come negli altri 350 casi, con un sussidio straordinario. La famiglia in questione non relazionava, si era estraneata dal contesto sociale. Un caso limite». Intanto Marco Donzelli, del Codacons, annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica: «Non sappiamo se si tratti di malnutrizione, maltrattamenti o che altro. Ci domandiamo cosa ci stiano a fare gli assistenti sociali. Per adottare un bimbo bisogna passare un calvario. Non si capisce perché quando sono i servizi sociali a dover vigilare, prevenire e intervenire, non ci sia altrettanta attenzione». Mentre Francesco Occhiogrosso, presidente del Tribunale per i minorenni, polemizza: «Gli enti locali investono poco sulla prevenzione e non aumentano gli organici degli assistenti sociali». Infatti, gli assistenti sociali del ministero di Giustizia intervengono in presenza di possibili procedimenti penali che riguardano i minorenni. Cioè, non hanno il compito di prevenire che spetta a chi opera sul territorio per competenza. Filippo Melchiorre, già assessore alla solidarietà sociale, ammette come «i casi più estremi non siamo segnalati perché i protagonisti, purtroppo, non conoscono la strada delle istituzioni. Quando situazioni simili si riescono a scoprire è grazie al caso o alla fortuna».


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