Clienti-agenzie: è scontro sulle disdette
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fonte:
- Denaro.it
Associazioni dei consumatori contro tour operator ed agenti di viaggi. L?oggetto della bagarre che rischia di trasferirsi nelle aule dei tribunali, è la questione sulle disdette dei viaggi prenotati per il Sud est asiatico, che costerebbero ai mancati turisti penali pari al 60 per cento dell?importo. Repentina la smentita da parte delle associazioni dei t.o. italiani.
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Scoppia il caso delle disdette nelle agenzie di viaggio per i soggiorni prenotati dagli italiani nelle località turistiche del Sud est asiatico colpite dal maremoto. La gravissima sciagura che ha portato alla morte di 150mila persone, ha infatti letteralmente messo in ginocchio l?industria turistica italiana a causa di un?ingente perdita di fatturato: basti pensare, come sottolinea il presidente della Fiavet Campania Ettore Cucari, che nella nostra regione le disdette ammontano a mille e seicento. E se un singolo pacchetto ha un prezzo di circa tremila euro, la perdita stimata potrebbe arrivare ad un totale di circa 400mila euro. Tuttavia, la situazione di incertezza si è venuta a determinare a causa delle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dalle varie associazioni per la tutela dei consumatori, le quali denunciano una vera e propria speculazione da parte degli agenti di viaggio.
Secondo l?Unione nazionale dei consumatori, fino allo scorso 3 gennaio sono giunte nella sede di Roma oltre 500 segnalazioni di richiesta di penali dalle somme ingenti, pari all?incirca al 60 per cento del costo complessivo del viaggio. La medesima notizia viene a sua volta confermata dal Codacons, da Federconsumatori e da altre associazioni, le quali dichiarano illegittima tale richiesta, e si dicono pronte a dare battaglia legale agli agenti ?approfittatori?, manifestando la propria disponibilità ad assistere gratuitamente i danneggiati per le richieste di rimborso; e, soprattutto, invitano i consumatori alla cosiddetta ?class action?, un?azione collettiva in sede legale per il risarcimento.
Il punto, sostiene Unionconsumatori, è riconoscere il diritto del turista a chiedere o la sostituzione del pacchetto con un altro di valore equivalente, ed inoltre a disdire il viaggio con conseguente rimborso dell?importo versato. In particolare, tali norme devono essere riconosciute ed applicate anche per i viaggi già prenotati per tutto il mese di gennaio, laddove sia già terminato lo stato di crisi proclamato dalla Farnesina.
Dall?accusa, parola alla difesa. In primo luogo va sottolineato l?impegno degli operatori turistici italiani che, stesso nella mattinata del 26, sono corsi al lavoro per fornire alla Farnesina gli identificativi dei 4mila italiani in vacanza nel Sud est asiatico, prodigandosi inoltre per favorire l?immediato rientro dei nostri connazionali. In secondo luogo, a causa dello stato di crisi proclamato dal ministero degli Esteri che ?sconsigliava? le eventuali partenze, si è provveduto a bloccare quanti avevano valigia pronta e albergo prenotato, procedendo – si legge in una nota dell?Astoi – ad offrire ad ogni cliente una proposta alternativa di cambio di destinazione o della data di partenza. ?Tuttavia – rende noto il comunicato – qualora ciò non fosse possibile ed il cliente non ritenesse di volere congelare gli importi versati per una successiva vacanza, quanto pagato per il viaggio non usufruito sarà oggetto di rimborso in ottemperanza alle previsioni del Decreto legislativo 111/95 che tutela i turisti di vacanze organizzate. Ovviamente, trattandosi di cancellazione dovuta a causa di forza maggiore, le previsioni di riconoscimento di danno da vacanza rovinata non trovano applicazione in questo specifico caso. Astoi precisa infine che questa normativa di tutela riguarda esclusivamente i clienti che hanno acquistato pacchetti di viaggio da un tour operator e non si riferisce invece ai contratti conclusi direttamente dai turisti con compagnie di trasporto e/o strutture ricettive locali, che non sono regolamentate in tale senso?. In sintesi, le agenzie di viaggio sono tenute a rimborsare i clienti dell?importo del viaggio e di nessun eventuale ?danno per mancata vacanza?; d?altra parte, però, non può essere oggetto di rimborso la somma già impegnata per alberghi, trasporto, ed eventuali assicurazioni, la quale è a questo punto oggetto della penale.
In ongi modo, la risoluzione della controversia si è risolta nella maggior part dei casi con un cambio di destinazione, sebbene restano numerosi casi di richiesta di risarcimento e soprattutto restano ancora molti dubbi da sciogliere sulle partenze dei prossimi giorni. Da un lato, la maggior parte dei collegamenti sono ripresi regolarmente, con una riduzione dei dieci collegamenti settimanali a due o tre; e da un controllo fatto dall?Astoi, risultato agibili nelle Maldive ben 32 strutture turistiche contro 17 chiuse. Ovviamente, è ancora sconsigliato il viaggio nelle aree dove il maremoto ha provocato il maggior numero di vittime, a causa del possibile diffondersi di epidemie.
In ongi caso, l?elenco delle località dove è possibile recarsi, è disponibile sul sito ufficiale www.viaggiaresicuri.mae.aci.it, realizzato in collaborazione con la Farnesina.
In conclusione, l?associazione dei tour operator italiani informa che dalla scorsa settimana sono partiti ad oggi oltre duecento italiani, sebbene si è lontani dal ripristino delle condizioni di normalità. Questo, infatti, il vero punto della questione, che ricorda le sue devastanti dimensioni attraverso numeri impressionanti di vittime, feriti e dispersi, protagonisti di un disastro che ha spazzato via intere popolazioni e villaggi, e piegato inevitabilmente l?economia locale e non.
Restando in Italia, infatti, le perdite per la nostra industria turistica non sono affatto di poco conto, e non si può accusare di speculazione e di cinismo un comparto che resta coinvolto in tale sciagura perdendo una quota di mercato (quella del Sud est asiatico) pari al 20 per cento del totale del fatturato, che in termini di entrate corrispondono per il solo mese di gennaio a 70-80 milioni di euro; e, complessivamente, a circa 900 milioni.
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