Bond argentini, scatta l?azione legale
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fonte:
- La provincia.it
Partono le prime cause per i titoli piazzati dal 2001
Tutto pronto per l?azione legale a tutela dei risparmiatori cremonesi ?traditi? dai bond argentini. Di qui a pochi giorni saranno depositati gli atti che danno il la alle prime cause, contenziosi che interessano tutti coloro che hanno acquistato quei titoli di Stato dopo il 2001, anno spartiacque: da lì in avanti, infatti, le agenzie internazionali di rating hanno prima declassato e poi definito palesemente a rischio quegli stessi bond che alcuni istituti di credito hanno continuato a piazzare ai clienti come se niente fosse. L?ipotesi che sta dietro le azioni legali è che in quel passaggio vi sia qualcosa che non va: qualcosa in grado di suffragare la richiesta di risarcimento. La svolta si deve a Federconsumatori, molto attiva anche sul fronte Parmalat, Bipop-Carire e via discorrendo. L?associazione, guidata da Francesco Zilioli, si avvale dei frequenti contatti con Nicola Stock, presidente del Comitato italiano investitori Argentina (Cita). Non viene tralasciata la strada della trattativa col governo di Buonos Aires ma qui siamo in alto mare. E? di ieri la notizia della bocciatura da parte di Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) «dell?ennesima, iniqua proposta del governo argentino: sia per l?arco temporale previsto per il rimborso (le nuove scadenze verrebbero portate a 35 anni), sia per l?ammontare del rimborso: circa il 30 per cento del valore nominale dei titoli attualmente posseduti». La via legale, invece, sembra dare più garanzie: alcuni Tribunali chiamati a decidere su questo contenzioso hanno dato ragione ai consumatori. Un crack, quello argentino, che a Cremona è stata una mazzata senza precedenti, addirittura superiore a quello Parmalat. Basti pensare alle cifre rese note dal Comitato Creditori Argentina: in tutta la provincia sono alcune migliaia gli investitori rimasti all?asciutto; bruciate decine di milioni di euro. Non mancano vicende sconcertanti. Federconsumatori ne sa qualcosa. Ad esempio quella di un cremonese che ha ?puntato? sui bond argentini quasi 300mila euro prima investiti in Bot. I risparmi di una vita; se non azzerati, quasi: oggi i bond valgono l?85 per cento in meno di quando li ha acquisiti. La banca ? secondo quanto riferito dal risparmiatore ? ha sottostimato alla grande i rischi e dato rilievo soltanto alle buone performance dei titoli: un ?più? seguito da cifre importanti. Peccato che da lì in avanti tutti abbiano parlato del crack, più o meno annunciato, e non degli alti rendimenti trasformati in pesanti negatività. «Si sono rivolti a noi oltre 200 risparmiatori traditi coinvolti nei i vari fronti di crisi ? ha detto ieri Zilioli ?. Sono tanti. Poi c?è chi ha contattato altre associazioni e legali di fiducia. Sono sicuro che tanti risparmiatori non sono venuti ancora allo scoperto. Forse per la vergogna di dover rivelare, magari anche ai familiari, d?aver perso tutto».
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