5 Gennaio 2005

L´inflazione rialza la testa a dicembre

L´inflazione rialza la testa a dicembre

Ma la crescita annua è del 2,2 per cento, la più bassa dal 1999

ROMA – Le massaie saranno sorprese, ma il dato sull´inflazione del 2004 è il più basso mai registrato da cinque anni a questa parte. Si attesta al 2,2%, nonostante il prezzo del greggio sia salito del 34%. È il miglior risultato dal 1999, anno che si chiuse con un più 1,7%. L´Istat ha confermato quanto già anticipato dai dati sulle città campione. Per il governo è la conferma del successo della politica economica. Per le associazioni dei consumatori è un dato sottostimato, che deve ancora fare i conti con gli aumenti previsti nella Finanziaria. Per l´Eurispes, che da tempo contesta le rilevazioni dell´Istat, è un «nuovo miracolo italiano». È polemico e ironico, il presidente Gian Maria Fara: «Se il trend dovesse essere confermato, il problema inflazione, nel medio periodo, potrà finalmente dirsi completamente rimosso».
Il che non sembra. Anche perché se per il 2004 il livello generale dei prezzi è in calo, a dicembre, dopo tre mesi di tregua, l´inflazione ha rialzato la testa, segnando un più 0,2% sul mese di novembre. In crescita il costo dei biglietti aerei (+18,3%) e delle sigarette (17% per le italiane, 13% per quelle estere). A contenere il carovita sono stati invece comunicazioni, alberghi e ristoranti e il capitolo spettacoli. Ma l´inversione di tendenza non sembra preoccupare l´esecutivo, anche perché il dato di dicembre è addirittura inferiore alla media europea stimata da Eurostat: più 2,3%. E conferma le previsioni del governo.
I dati degli ultimi due giorni, la discesa dell´inflazione e la tenuta dei conti pubblici, ha commentato Guido Crosetto (Fi), relatore alla Finanziaria 2004, «confermano più di mille parole i risultati della politica economica del governo». Ma gli scettici sui dati forniti dall´Istat sono in aumento. «È un risultato a cui crede solo l´Istat, l´importante è che qualcuno ci creda», ironizza il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi. L´Intesaconsumatori contesta i dati senza appello. «Noi continuiamo ad affermare – spiega Elio Lannutti, presidente dell´Adusbef, parlando a nome dell´Intesa – che l´inflazione misurata dall´Istat è irrealistica».
Ma a preoccupare sindacati e associazioni dei consumatori non è solo il metodo con cui viene calcolato il carovita. È semmai il dato di dicembre, che giudicano solo come il primo segnale del malessere che sta investendo il Paese. Per Giorgio Santini (Cisl) «ci troviamo davanti a una situazione assolutamente paradossale, per cui abbiamo la stagnazione economica, l´arretramento della produzione industriale e la crescita dell´inflazione, che sono i tre segnali di una realtà difficile e complicata».
La famiglia media italiana, secondo i calcoli dell´Intesa, spenderà nel 2005 1.176 euro in più per mantenere lo stesso tenore di vita del 2004. Non solo. Le spese di gestione dei conti correnti e delle commissioni bancarie secondo le associazioni dei consumatori, supererebbero di quattro volte l´andamento dell´inflazione. Basta guardare la Gazzetta ufficiale che pubblica i rincari. L´Abi, per ora, non si pronuncia, ma fa sapere che «la situazione allo sportello è molto diversa». Unica nota positiva la diminuzione del prezzo dei carburanti decisa ieri da Agip e Ip. All´Agip un litro di benzina verde scende a 1,099 euro, il gasolio a 1,018 (e al “fai da te“ è arrivato sotto quota 1 euro) e il gpl a 0,549. Sulla rete Ip la benzina senza piombo costerà 1,126 euro al litro, Plus 98 1,171, il gasolio auto 1,029 euro. Ma potrebbe durare poco. Il prezzo del petrolio ha già ricominciato a salire.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this