3 Gennaio 2005

Aperta la caccia ai saldi mascherati

Aperta la caccia ai saldi mascherati

Sconti in tutti negozi, già multati in 50. Polidori: «Abolirli? Referendum a marzo»

Tutti in centro, a caccia del negozio aperto e dello sconto sottobanco. Dopo il Natale povero e prima dei saldi ufficiali, quella di ieri, prima domenica del nuovo anno, i romani l?hanno dedicata allo shopping (intasate già dal primo pomeriggio piazza Venezia, largo Argentina, via del Corso, corso Vittorio). Un segno evidente dell?aspettativa che quest?anno accompagna l?arrivo degli sconti, le famiglie ne hanno bisogno per comprare, i negozianti per vendere.
Quasi tutte illuminate le vetrine, i cosiddetti ?presaldi? sono già partiti a dicembre segnalano Aduc e Codacons. Come sempre sono arrivate ai clienti più affezionati lettere a casa (quattro anche all?assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Saponaro), che invitano a visitare il negozio prima dell?otto gennaio, data in cui inizieranno ufficialmente, per terminare il 18 febbraio. A questo sistema hanno fatto ricorso più che in passato molti grandi nomi del commercio. Qualcuno invece ha avvertito gli aficionados tramite sms (da mostrare alla cassa al momento del pagamento).
I controlli predisposti dall?assessore comunale al Commercio, Daniela Valentini, sono partiti da venti giorni. Nell?ultima settimana, in seguito a più di 2000 blitz degli ispettori annonari, sono state elevate oltre 50 multe da mille euro ciascuna, per la maggior parte nel centro storico. Promozioni speciali, false liquidazioni, ristrutturazioni, cessioni attività sono sempre i metodi più diffusi, anche se negli anni il gergo per pubblicizzare le riduzioni si è fatto più furbo e raffinato. Se il presidente del Codacons Carlo Rienzi chiede saldi liberi in tutte le regioni, il segretario dell?Aduc, Primo Mastrantoni ripete: «Aboliamoli, sono solo un simulacro».
«Va rivisto il periodo – interviene l?assessore Valentini – questi sono saldi di fine Natale, non di fine stagione (la legge regionale fissa l?inizio al secondo sabato di gennaio). Ma i nostri controlli servono, e come ogni anno faremo anche delle chiusure: il saldo ha un senso se è trasparente, se diventa un evento, la gente ha un gran bisogno di comprare beni di qualità per l?inverno a prezzi convenientissimi, che non siano rimanenze di magazzino. La verità è che non è in crisi il saldo, piuttosto il salario delle persone, e così com?è il saldo non è più la risposta giusta. Le promozioni le farei decidere dai comuni insieme con le associazioni, ma vanno tutelati consumatori e commercianti, per questo sono un po? contraria alla liberalizzazione, di solito se ne parla quando non si hanno più le idee chiare, non si ha nessun progetto. Così tutti possono fare tutto e non si tutelano né consumatori né commercianti». E? favorevole ai saldi, ma crede sia arrivato il momento di indire un referendum Roberto Polidori, presidente Federabbigliamento e vice presidente Confcommercio. «Ci sarà a marzo, chiederemo alla base di pronunciarsi sulla necessità di abolire o regolamentare diversamente i saldi. Poi gireremo il risultato alla Regione. Per quanto mi riguarda, sono contrario anch?io a un commercio troppo liberalizzato, che avvantaggerebbe solo chi strilla di più. Una cosa è certa: la famiglia monoreddito conta sui saldi. Sotto l?albero ha messo un pensierino, ma per l?acquisto di qualità ha aspettato la riduzione del 50 per cento. Il problema è che la recessione economica in atto ha spinto molte aziende a partire prima, mascherando gli sconti. Una bella iniziativa invece, da cui ci attendiamo risultati è quella messa in campo dal vice sindaco Maria Pia Garavaglia, per attirare stranieri nel periodo dei saldi: prevede sconti in alberghi e ristoranti e entrate gratis nei musei (5mila voucher sono stati distribuiti solo in Giappone)».
Non ha cambiato idea l?assessore regionale Saponaro: «Aboliamoli questi saldi, e puntiamo su un rapporto di fiducia tra commercianti e consumatori. Dovrebbero essere un atto straordinario, a tempo determinato e su una determinata merce, invece continuano a partire già dai primi di dicembre, e quest?anno la crisi ha peggiorato le cose». Saponaro sta studiando altre soluzioni: «Un?idea potrebbe essere una sorta di certificazione, sulla base di alcuni parametri, rilasciata dalla Regione. Una sorta di garanzia in più, un modo per dare qualità ai saldi».

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