31 Dicembre 2004

L?industria del turismo riparte ma insorgono i consumatori

L?industria del turismo riparte ma insorgono i consumatori

« Irresponsabili le agenzie che spingono ad andare in vacanza lo stesso». La Farnesina però toglie le Maldive dalla lista ?nera?

ROMA – Il bilancio dei morti è balzato a oltre centoventimila. Il mare, ora calmo, continua a restituire i corpi che vengono seppelliti o cremati, a volte senza procedure di riconoscimento. A Sumatra la terra ha tremato per altre scosse sismiche, di assestamento, seminando paura. La macchina dei soccorsi lavora in modo straordinario, ma di fronte a questa tragedia planetaria resta l?emergenza. Anche se in qualche area meno colpita l?industria del turismo rialza la testa e ospita quei vacanzieri che non rinunciano al loro piccolo «paradiso tropicale». A Phuket dove stanno cremando i morti la «vita è ripresa nonostante tutto, la situazione sanitaria è sotto controllo e non c?è allarme colera». Lo dice dall?isola thailandese Massimiliano Dall?Aglio, tour operator. «Abbiamo l?acqua potabile – continua – l?energia elettrica, i negozi e i supermercati sono aperti. Il problema serio è a Khao Lak, delimitata dall?esercito, a qualche centinaio di chilometri. Qui i ristoranti funzionano, i locali notturni e le discoteche sono aperte». Anche a Patong Beach si sono rivisti i turisti, che prendono la «tintarella» e «sorseggiano gin and tonic sotto l?ombrellone». Ci sono gruppi in un albergo sfuggito alla distruzione. Dice un ingegnere di Manchaster: «Alcuni amici pensano che siamo matti, ma ci hanno assicurato che faremo una vacanza meravigliosa».
Per qualcun altro «rimanere significa non uccidere l?economia locale». Ma il Sudest asiatico è sconvolto dalle morti, dalla fame e dal pericolo delle epidemie. Per questo le associazioni dei consumatori in Italia sono insorte e hanno chiesto il «blocco dei viaggi». «La Farnesina – sostiene l?Intesaconsumatori che raggruppa Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – intervenga e proibisca, almeno fino al 6 gennaio, di andare in vacanza in quei paesi. Molte agenzie di viaggi, irresponsabilmente, stanno facendo indebite pressioni, rassicurando i clienti sull?assenza di rischi».
Per quel che riguarda la Farnesina, i Paesi toccati dallo tsunami sono già nella «mappa delle mete sconsigliate», ad eccezione delle Maldive, che in serata sono state tolte dalla lista. Lo ha comunicato l?Unità di crisi alle agenzie di viaggio. Ma per gli altri Paesi l?Organizzazione mondiale della sanità ha messo in guardia: «Le malattie possono fare più morti dello tsunami». E allora? Che cosa devono fare gli italiani che hanno acquistato pacchetti viaggio o che erano sul punto di farlo? Ci sono direttive del ministero della salute o dell?Istituto superiore di sanità? Risponde Antonio Cassone, direttore del Dipartimento per le malattie infettive: «Non c?è un?epidemia in atto, la situazione non è tale da poter bloccare i viaggi, non ci sono le condizioni per vietare le partenze. Il colera? Si trasmette con cibi o acqua contaminati, se uno va dove cibo e acqua sono a posto non gli possiamo impedire di andare. Però, ognuno, nel decidere un viaggio, deve valutarne i pericoli e assumere delle responsabilità personali».
Intanto, molta gente è disorientata. Tra l?altro le associazioni dei consumatori denunciano le difficoltà ad ottenere i rimborsi. Ma chi disdice, in questo caso, quali diritti ha? «Non possiamo darci una linea comune – sostiene Andrea Giannetti, presidente di Assotravel – La zona è talmente vasta che ci sono situazioni tra loro diverse. Occorre valutare di caso in caso. Di solito gli operatori offrono dei ?bonus? da utilizzare nell?arco, per esempio, di sei-sette mesi. I clienti sono d?accordo quasi sempre. Altri hanno accettato di cambiare destinazione, ma ora i Caraibi e il Sud America, che sono alternativi, hanno il tutto esaurito».

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