Le stime di Intesaconsumatori
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
L`aumento non è obbligatorio ma molte saranno costrette a farlo, perché per il 2005 i governatori stimano un ?buco? da 6 miliardi di euro nei conti Asl. Arrivano però anche 2 miliardi a ripiano dei debiti sanitari pregressi. I tagli alla P.A. Salta l`Alta commissione che avrebbe dovuto monitorare l`andamento della spesa pubblica e verificare, ma resta intatta la stretta sulla pubblica amministrazione, che solo con il ?tetto? del 2% alla spesa corrente dovrà garantire ben 9,5 miliardi di risparmi. Che diventano più di 12 sommando i risparmi sulle assunzioni e un`altra serie di tagli e microtagli a Anas, Ferrovie, Poste, Sogin, indennità per alcune particolari categorie (come ferrotranvieri e agricoltori). La Finanziaria non è di certo tenera con l`apparato della P.A. Il colpo più duro arriva dal tetto del 2%. Che si applica sulla spesa a preconsuntivo del 2004 e dal quale sono escluse le spese previdenziali e di natura sociale. Per gli investimenti il limite sale invece al 2,7%. Gli enti locali il prossimo anno potranno anche toccare il limite del + 4,8%, ma in questo caso il riferimento è alle spese a consuntivo del 2003. Il tetto si applica comunque per tre anni. La tagliola del 2% non si applica invece ai piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti e a quelli virtuosi che non hanno superato i budget di spesa negli ultimi tre anni. Ai comuni è concesso di sforare i nuovi limiti di spesa per i soli investimenti, a patto che vengano aumentate aliquote e tariffe delle imposte locali. Come dire che rincari di Ici, tassa rifiuti e tariffe per trasporti e servizi sono dietro l`angolo. Pesanti sanzioni sono previste per chi sfora il tetto. Scatta infatti il divieto assoluto dia acquisti per beni e servizi sopra la spesa relativa all`anno in cui si è accertato il rispetto del Patto di stabilità o, in caso contrario, la spesa dell`ultimo anni ridotta del 10%. Vietato anche il ricorso all`indebitamento per sostenere gli investimenti. Al tetto del 2% si aggiunge poi un ulteriore taglio alla spesa per beni e servizi di 700 milioni nel 2005 e 1.300 milioni nei due anni successivo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
