Dal Senato l`ultima spinta alla Finanziaria
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Berlusconi: approvata una manovra epocale. D`Alema: gli italiani avranno solo rincari di bolli e tariffe
Pera e Calderoli: basta assalti alla diligenza, va semplificato l`iter parlamentare della legge di bilancio
ROMA Arriva infine al traguardo, a ridosso di Capodanno come non accadeva da più di dieci anni, la Finanziaria per il 2005. Ieri il Senato ha licenziato definitivamente la manovra, arrivata a Palazzo Madama in quarta lettura, in mezza giornata.
«MANOVRA EPOCALE». Il premier Silvio Berlusconi, dopo 90 giorni di iter parlamentare, spesso non facile, e in diversi casi accidentato, ha voluto esprimere tutta la sua soddisfazione: «È una manovra che può essere definita epocale» ha sottolineato riconoscendo alla Casa delle Libertà una grande compattezza e coesione. Fila dunque liscio l`ultimo giorno della Finanziaria e la manovra passa in una manciata di ore al Senato, tra commissione e Aula, senza neanche bisogno del voto di fiducia. Ma resta il problema di una manovra da cambiare nelle sue procedure. Una questione sollevata da molti nelle ultime settimane ma ieri l`appello è arrivato con forza dal presidente del Senato Marcello Pera. Il lavoro sui conti pubblici quest`anno è stato «piuttosto faticoso e questo è il minimo che si possa dire – ha commentato Pera – per i tempi e le modalità». Il presidente del Senato ha quindi rivolto un esplicito invito all`esecutivo perché sia «più attento e operoso su questa materia». Ma se a parlare di riforma della Finanziaria ormai da giorni è lo stesso premier, ieri per l`esecutivo a ribadire la necessità di una riforma è stato il ministro delle Riforme Istituzionali Roberto Calderoli: la Finanziaria «è vecchia e va cambiata. Se riforma deve essere – ha assicurato – questa volta me ne occupo io».
L`OPPOSIZIONE ATTACCA. L`opposizione contesta il giubilo della maggioranza e parla senza mezzi termini di «disastro imposto a colpi di fiducia – sono le parole del presidente dei Ds Massimo D`Alema – calpestando i diritti del Parlamento». Per D`Alema «la Finanziaria è un danno per tutto il paese e per gli italiani che avranno un rincaro di bolli e tariffe, che graverà su tutte le famiglie, e la beffa è che nello stesso tempo gli si dirà che sono state tagliate le tasse». La replica arriva dal capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Renato Schifani: «Questa opposizione lacerata è compatta solo quando tenta di ingannare politicamente i cittadini. Le finanziarie fallimentari erano quelle dell`Ulivo». Ma dal centro-sinistra si insiste: «Siamo di fronte ad una legge – dice Natale Ripamonti dei Verdi – con coperture finanziarie irrealistiche, irrealizzabili, se non addirittura inesistenti». E dal sindacato arriva il duro commento della Cgil: una Finanziaria «colabrodo che peserà pesantemente nei prossimi mesi sulla possibilità di crescita del Paese». La Cgil rileva inoltre che con questa manovra il governo «ha ferito il Parlamento in modo gravissimo». La Finanziaria esce complessivamente dall`iter parlamentare con i saldi migliorati: 13 milioni di euro. «Non è molto ma è qualcosa», ha commentato il sottosegretario all`Economia Giuseppe Vegas che per il governo ha seguito in questi tre mesi la Finanziaria in Parlamento. Ma per Intesaconsumatori saremmo di fronte a una Finanziaria «iniqua e sbagliata». Secondo i consumatori, le norme di questa legge «indirizzano risorse economiche ai pochi che già le hanno e, allo stesso tempo, le tolgono alla stragrande maggioranza dei cittadini, attraverso balzelli e tagli ai trasferimenti che hanno ricadute pesanti sul potere di acquisto delle famiglie». Secondo i calcoli dell`Intesa, infatti, solo per l`aumento delle tariffe, in vigore dal primo gennaio, «i cittadini dovranno spendere 272 euro in più, senza contare che questa politica economica, dalle nostre previsioni, porterà ad un aggravio complessivo di circa 1.176 euro all`anno sul reddito delle famiglie».
RIFORMARE LA MANOVRA. Torniamo alla riforma della Finanziaria. Ogni anno, proprio verso la fine del suo iter parlamentare, riparte il dibattito sulla necessità di rivedere le regole. Si tratterebbe di riprendere il lungo lavoro già fatto in commissione Bilancio al Senato dove, per anni, si è discusso questo progetto che, se attuato, consentirebbe di limitare di molto le possibilità di intervento. Ma sta di fatto che dopo lungo dibattito il progetto è stato inizialmente depotenziato (si pensava solo a piccole modifiche dei due regolamenti di Camera e Senato) e poi si è del tutto arenato. Ora in molti invocano una nuova spinta verso l`inemendabilità della manovra che porti fino alla realizzazione del progetto di far diventare la Finanziaria non più un «raccoglitore» di diverse esigenze ma una vera e propria «legge di stabilità».
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