Sui rimborsi dei biglietti domina l?improvvisazione
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fonte:
- La Nuova Venezia
MESTRE. Vengono o non vengono rimborsati i biglietti di chi dovrebbe partire in questi giorni per le zone colpite dallo tsunami? Nel caos di voci che si rincorrono e di fragili certezze, una cosa è sicura: in tale situazione tutto è lasciato quasi esclusivamente al buon cuore dei tour operator. «Bisogna vedere se si tratta di un pacchetto turistico oppure di un semplice volo», spiegano alcune agenzie di viaggio mestrine, «tendenzialmente, se la prenotazione riguarda volo e pernottamento, allora la soluzione più praticata è quella di cambiare la meta del viaggio, scegliendo lidi più tranquilli e sicuri. Adesso sembra questa la prassi principalmente seguita dai tour operator. Per il solo volo, invece, il consumatore dovrebbe avere il diritto al rimborso dell?intero biglietto, anche se il condizionale è d?obbligo, dato che si tratta di un evento catastrofico di portata eccezionale e dunque difficilmente individuabile in qualche categoria contrattuale. Anche in questi casi, si può scegliere l?opzione del cambio del biglietto».
Tutto abbastanza lineare, sembrerebbe. Ma, attenzione: «Queste soluzioni saranno adottate per poco tempo, probabilmente fino a prima di metà gennaio», continuano dalle agenzie, «ciò significa che chi ha prenotato da un certo periodo in poi difficilmente riceverà un rimborso, anche parziale». In effetti c?è già qualcuno che ha provato a farsi restituire senza successo i soldi per un biglietto Alitalia da Venezia a Nuova Dehli datato 13 gennaio. «E? incredibile che il governo sconsigli di andare in quei posti e la compagnia di bandiera salvata di recente dallo stesso governo si rifiuti di rimborsare il biglietto», spiega il signor Ezio, scettico su un viaggio che lo porterebbe in quelle terre devastate, «io dovrei poi recarmi verso il Nord dell?India quindi non dovrebbero esserci grandi problemi. La gente però deve sapere che il pericolo maggiore sarà proprio fra una quindicina di giorni, quando inizieranno a scoppiare le epidemie. Intanto, da quel che so, continuano i voli della Thai verso mete come le Maldive».
Insomma, come era prevedibile, si sta vivendo una situazione di anarchia che toglie i punti di riferimento al cittadino. A riguardo, però, l?associazione dei consumatori Codacons propone la sua ricetta.
«Chi ha in mano un biglietto per uno dei luoghi colpiti dal maremoto può farselo rimborsare oppure può richiedere il cambio della destinazione», spiega l?avvocato mestrino Franco Conte, «a mio avviso ha un credito nei confronti del tour operator, a causa di un contratto che non può essere rispettato per la sopravvenuta impossibilità di onorarlo. Ovvero, il rapporto viene meno per un ?fatto di Allah?, come direbbero i musulmani, cioè per motivi non dipendenti dalla volontà dei singoli. Il buon senso suggerisce, comunque, di studiare delle soluzioni che possano andare bene a tutti, come, appunto, l?individuazione di una zona alternativa a quelle colpite dallo tsunami».
Anche l?Unione Nazionale Consumatori conferma che è «infuocato lo scontro sulle disdette turistiche».
«Nonostante si tenti di rassicurare l?opinione pubblica tramite i mezzi di informazione, la situazione è critica», dice l?avvocato Massimiliano Dona, «nella maggior parte dei casi vengono chieste ingenti penali per consentire al consumatore di disdire il viaggio. Una cosa vergognosa, mentre si parla di solidarietà e impresa etica. Noi ribadiamo che è diritto del turista pretendere la sostituzione del pacchetto con altro di equivalente valore o, se si vuole, disdire il viaggio con rimborso integrale».
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