«Vogliamo partire lo stesso ma senza vedere cadaveri»
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fonte:
- Giornale di Brescia
Gli operatori turistici italiani cominciano a fare il conto dei danni e a cercare di porvi rimedio al più presto. Le struttura turistiche delle isole Maldive sono state quelle meno danneggiate dal maremoto e potrebbero essere le prime a riaprire i battenti, forse già nei prossimi giorni e comunque solo quando ci sarà semaforo verde dall?Unità di crisi. Su 51 villaggi che fanno capo o sono usati in via esclusiva da tour operator italiani, 30 sono operativi. Il quadro è emerso alla Farnesina al termine del vertice fra l?Unità di crisi e i vertici dell?Associazione dei tour operator italiani (Astoi). Diversa è invece la situazione nelle altre aree. «La situazione è oggettivamente più grave – ha aggiunto Boscoscuro dell?Astoi – e i tempi della piena ripresa dell?attività si annunciano più lunghi». E così se, per esempio, il Gruppo Ventaglio ha già annunciato la ripresa dei voli per le Maldive il 1° gennaio, il Club Med è stato costretto a chiudere i due villaggi delle Maldive e quello a Phuket, in Thailandia, dove tecnici e ingegneri sono già al lavoro per verificare i danni, che appaiono molto ingenti. Per questo gli imprenditori hanno iniziato a chiedere un incontro urgente col Governo per studiare provvedimenti in loro aiuto. Nonostante tutto questo, c?è chi continua ad avere voglia di partire e chiede la garanzia non solo che tutto funzionerà bene ma che non vedrà «nulla di sgradevole o di sconveniente». A raccontarlo sono i funzionari di un tour operator di Torino, la Tucano Viaggi, il cui presidente Willy Fassio ha detto di essere rimasto «sorpreso e perplesso» dalle richieste giunte da persone che avevano programmato un viaggio in Asia proprio in questo periodo. Intanto non si placano le polemiche su rimborsi o restituzioni dell?anticipo versato. Ieri il Codacons, associazione per i diritti dei consumatori, ha lamentato il fatto che, nonostante le assicurazioni dei giorni scorsi, molti clienti si sono sentiti rispondere di non aver diritto al rimborso o addirittura che, avendo versato metà importo, sono costretti a versare il rimanente altrimenti, devono pagare la penale. Sull?altro fronte, Assoturismo-Confesercenti ha scritto al Ministero degli Esteri per chiedere «indicazioni immediate» per i tour operator e agenzie di viaggio sui comportamenti da tenere nei confronti degli utenti in attesa di partire e ha sollecitato anche i tour operator affinché consentano agli utenti di scegliere tra mete alternative e rimborso. Infine, sul fronte dei connazionali dispersi, agenzie di viaggi e tour operator hanno iniziato a cercare di contattare i «turisti individual i» che non rispondono all?appello. Il ministro degli Esteri Fini ha spiegato che «i connazionali dispersi partiti con i tour operator non sono più di una decina» ma a questi va aggiunto «il numero imprecisato di coloro giunti in quelle aree in maniera autonoma».
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