L`inflazione torna in lieve aumento
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fonte:
- Giornale di Sicilia
ROMA. I dati “natalizi“ diffusi ieri dall`Istat danno buone notizie altalenanti per le tasche degli italiani. Se da una parte l`inflazione, dai primi dati delle città campione, sembra tornata a salire, dall`altra aumentano ancora di più le retribuzioni. Le vendite al dettaglio, però, segnano un netto passo indietro, anche per i beni alimentari. L`inflazione torna a salire a dicembre. Secondo i dati provenienti dalle città campione, il carovita si è attestato al 2 per cento, contro l`1,9% di novembre. Il dato, tuttavia, è al limite e potrebbe, alla fine, risultare pari all`1,9%. Sarebbe il primo aumento da giugno. A palermo i prezzi sono saliti dello 0,4 per cento rispetto a novemvre e dell`1,8 per cento su base annua. Più netto è il dato Istat relativo ai consumi, in calo rispetto a un anno fa: le vendite al dettaglio sono scese in ottobre dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente e del 2,7 per cento rispetto ad ottobre 2003. La variazione tendenziale registrata è la peggiore da maggio 2004, quando i consumi calarono del 3,2%. In calo soprattutto le vendite di non alimentari, che hanno registrato una flessione del 2,9 per cento. La Confesercenti lancia l`allarme: “Il 2004 si sta delineando come un anno pessimo per il commercio al dettaglio“. Ed anche il 2005, secondo i commercianti, non si prospetta migliore, con un calo delle vendite anche nei prossimi mesi. Anche i sindacti sono allarmati: “Le famiglie italiane si stanno progressivamente impoverendo per la mancanza di una politica dei redditi e per la corsa dei prezzi“ dice raffaele Bonanni della Cisl. In compenso, aumentano nel terzo trimestre dell`anno le retribuzioni (più 2,9 per cento, nettamente sopra l`inflazione, secondo l`Istat) e crescono le esportazioni, con un più 5,4 per cento nel mese di novembre (più 21,7 per cento verso i Paesi extra Ue). Intesaconsumatori definisce contradditorie le stime dell`Istat, che parlano di un`inflaizone quasi stabile e di retribuzioni in crescita al di sopra del carovita. “Peccato – afferma una nota dei consumatori – che i lavoratori non si siano accorti di tanta inusitata ricchezza delle loro retribuzioni, distratti come sono nel far quadrare i bilanci sempre più miseri e ristretti ed a ridurre la quota dei consumi alimentari che, sempre secondo l`Istat, è diminuita del 2,4 per cento“.
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