Sotto l`albero c`è una raffica di rincari
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fonte:
- Il Gazzettino
Il cotechino costa l`8\% in più dell`anno scorso, certi vini da tavola addirittura il 20\%, lo spumante il 14\%
Prezzi pazzi sotto l`albero. Agli sconti di tutti i tipi si alternano i rincari. E le famiglie sono sempre più “scombussolate“. Indecise se continuare lo slalom fra scaffali e supermercati alla ricerca dei prodotti in promozione oppure diminuire le spese per i consumi superflui. Da un mese all`altro, il “paniere“ del Gazzettino, che monitora 15 prodotti di largo consumo acquistati in tre supermercati della città, ha rilevato sette oscillazioni di prezzo, di cui soltanto tre verso l`alto: la carta igienica (che costa un euro in più a distanza di un mese), le melanzane (che hanno fatto un balzo in avanti, passando da 1,89 a 2,99 euro) e le patate (costano 1,86 euro, mentre un mese fa si pagavano 1,72).
Ma se si vanno a vedere i prezzi dei prodotti tipicamente natalizi, le cose cambiano. I prodotti alimentari, infatti, sono più salati, con l`unica eccezione del salmone (-14,8\%), ma il cotechino ha subito rincari dell`8\% rispetto all`anno scorso.
Non va meglio per i vini: il prosecco costa 10, 9 euro, il 14\% in più, lo spumante l`8\% in più e il vino da tavola si paga addirittura il 20\% in più. anche un piatto povero come le lenticchie, costa quest`anno ben il 55\% in più. Eppure al cenone nessuno rinuncia. Dall`indagine condotta dalle associazioni dei consumatori, infatti, emerge che, se le famiglie sono costrette a tirare la cinghia, scelgono di risparmiare su regali e viaggi, ma mai sulla tavola imbandita per le feste. Anche se in realtà, l`Intesaconsumatori ha calcolato che un quinto di quello che viene acquistato per pranzi e cene delle feste viene buttato: ai primi posti gli antipasti. Quantità di affettati, sardine e insalata russa finiscono spesso nelle immondizie. Al secondo posto ci sono i dolci,in primis pandoro e panettone: non tutte le leccornie che vengono acquistate durante le feste sono consumate. Ci si fa cogliere dalla paura di non avere abbastanza pietanze per gli ospiti, per poi scoprire che invece il cibo è troppo e nessuno riesce a finirlo.
Anche fra i prodotti non alimentari i rincari non mancano. Uno su tutti: la stella di Natale, la pianta simbolo delle festività, che quest`anno si paga anche 30 euro, il 25\% in più rispetto all`anno scorso. Il costo dell`abete, invece, rimane più o meno stabile (dai 20 ai 30 euro), mentre aumenta tutto il comparto dell`addobbo natalizio: le coccardine costano il doppio dell`anno scorso, la carta da regalo il 13\% in più, i nastrini il 17\% in più, i fili argentati sono aumentati del 20\% e la confezione da 50 luci per l`albero di Natale si paga dal 6 al 33\% in più, a seconda dei negozi e del materiale con cui sono realizzate.
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