Acquisti col contagocce
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fonte:
- Il Messaggero
Per Adiconsum, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, gli «sconti incrociati» sui prodotti alimentari hanno sortito effetti positivi sulle vendite. «Ma su pandoro e panettone bisogna essere soci delle grandi catene di distribuzione, alrimenti addio risparmio». Mentre per un pandoro di pasticceria, bisogna essere disposti a spendere anche 9,95 euro.
Così, facendo la fila alla cassa di un supermercato di città, il Natale 2004 non sembra così diverso dagli altri. I carrelli sono pieni in vista del cenone e del pranzo natalizi e la gente corre, tra salmone affumicato, panettoni e clementini. É quando arriva il momento di pagare che si nota qualcosa di diverso: 78, 87, 120 euro. «Prima del 2002 non avrei mai speso 150 mila lire per la spesa di Natale – fa notare una signora alla vista dello scontrino – e faccio da mangiare sempre per le stesse persone». «Quest?anno, per risparmiare, niente pesce», aggiunge una giovane madre. Se in pescheria i prezzi sono proibiti (astice 45 euro al chilo, calameretti 26 euro, scampi 47 euro, sogliola 25…) dal macellaio tira aria migliore. «Prezzi stabili e acquisti come da tradizione», fanno notare presso una macelleria alle porte di Perugia. E, confrontando i prezzi con quelli di un anno fa, spicca il calo di quotazione dei petti di pollo (-17,9%) mentre salsicce e bistecche di maiale sono pressoché stabili (+0,7%, +3%).
Ma lo specchio di questo Natale finisce per diventarlo una signora di mezza età che, al momento di pagare con il bancomat dice alla cassiera: «Speriamo che la carta funzioni; quando si avvicina la fine del mese è sempre un incubo». Perché il limite di prelievo è stato superato o perché, fenomeno sempre più frequente, il conto corrente si è azzerato.
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