22 Dicembre 2004

Mose, il Consiglio di Stato respinge i ricorsi

Mose, il Consiglio di Stato respinge i ricorsi

Sconfitti Provincia, Comune, Italia Nostra, Codacons e ambientalisti che si erano appellati contro il verdetto del Tar

Venezia
(S.T.) Il Consiglio di Stato ha respinto tutti i ricorsi contro il Mose, presentati in appello contro l`analoga sentenza del Tar del Veneto del 22 maggio scorso, da Provincia e Comune di Venezia, Italia Nostra, Wwf, Codacons e altre associazioni ambientaliste. La sentenza, depositata ieri, fa seguito all`udienza svoltasi venerdì scorso di fronte alla sesta sezione del Consiglio di Stato presieduta da Giorgio Giovannini.

I ricorsi riguardavano, in particolare, la mancanza di valutazione di impatto ambientale (Via) per il Mose, la delibera del Comitato interministeriale che ha autorizzato il passaggio alla progettazione esecutiva, la delibera del Cipe che vincola tutti i fondi della Legge speciale alla realizzazione del Mose, l`ultimo voto della Commissione di Salvaguardia sul progetto preliminare, la Via regionale sulle dighe a mare concepite come opere complementari al Mose.

«Evidentemente anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar, ha ritenuto fondata la procedura speciale di Via, che avevo avviato da ministro dei Lavori pubblici del Governo Prodi», ha commentato soddisfatto il sindaco di Venezia, Paolo Costa, formalmente tra i perdenti, ma in realtà tra i vincitori dato che era stato costretto al ricorso dalla sua maggioranza, largamente contraria al Mose.

«È necessario attendere le motivazioni, ma siamo stupefatti di questa sentenza che permette al Consorzio Venezia Nuova di procedere alla progettazione esecutiva e alla costruzione del Mose senza Via e senza una Valutazione d`incidenza», ha invece polemizzato Stefano Lenzi, responsabile dell`ufficio istituzionale del Wwf. «In ogni caso – ha aggiunto – restiamo convinti della fondatezza della nostra posizione, e dopo la lettura delle motivazioni decideremo in che modo coinvolgere direttamente la Commissione Europea». Numerose sentenze della Corte di Giustizia europea, ha ricordato il Wwf, affermano l`imprescindibilità della Valutazione d`incidenza, e la Commissione Europea già alcuni mesi fa ha aperto una procedura d`infrazione nei confronti dell`Italia proprio per la scorretta applicazione della procedura. Sulla stessa linea si è espresso anche Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons.

Il Wwf propone invece soluzioni diffuse, che risolvano il problema a piccoli passi senza distruggere la laguna, con tecniche reversibili e graduali: soluzioni attuabili in 2-3 anni rispetto ai 10 previsti per il Mose e con costi di gran lunga inferiori, come la manutenzione dei canali, il recupero della morfologia lagunare, e l`attuazione alla bocca di Lido, quella che ha più diretta influenza sulle acque alte, di soluzioni sperimentali per ridurre la marea entrante in laguna.

«Non ci aspettavamo un esito molto diverso rispetto al Tar, ma ciò che ci preoccupa sono le incertezze che ancora riguardano quest`opera – ha sostenuto il presidente della Provincia, Davide Zoggia -: dal timore che la sua costruzione prima parta e poi si fermi, lasciando l`opera incompiuta, all`entità dei costi di manutenzione fino alla sua reale efficacia sul regime idraulico». Zoggia ha ricordato che il Mose ha comunque già sottratto alla città i finanziamenti per la sua manutenzione. «L`ultimo Comitatone – ha polemizzato – ha distribuito infatti solo briciole, cioè quei 70 milioni di euro che sono il 10 per cento del primo accantonamento per il Mose». Il presidente della Provincia ha concluso paventando il rischio di non riuscire più a sostenere una città che ha invece bisogno, per le sue caratteristiche, di costante manutenzione».

«Bene hanno fatto le amministrazioni a mettere in atto il possibile per evitare la sciagura del Mose – ha sostenuto infine la parlamentare verde Luana Zanella – opera che rappresenta la madre di tutti gli sprechi, compromettendo lo sviluppo portuale e la salvaguardia della città».

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