«Stangata di Natale, intervengano i giudici»
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fonte:
- Il Mattino
«Caro Babbo Natale?»: l`incipit non è quello della tradizionale letterina che i bambini scrivono a Babbo Natale, ma di un esposto-denuncia che il Codacons ha trasmesso alla procura della Repubblica. E il “caro“ non ha nulla di affettuoso, ma si riferisce ai prezzi raggiunti da molti dei generi tipicamente natalizi in voga questi giorni. «Ancora una volta – tuona Enrico Marchetti, responsabile della sede salernitana – per moltissimi generi natalizi abbiamo riscontrato rincari al di fuori di ogni ragionevolezza. Per questo tutte le sedi della provincia hanno trasmesso un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica competente per territorio, chiedendo di accertare eventuali responsabilità degli esercenti o di chicchessia in merito a questi aumenti». Logiche di mercato dietro i rincari? Il Codacons manco vuole sentirne parlare. «Non ci stiamo assolutamente alla consueta logica dello scaricabarile: i commercianti che accusano i grossisti che accusano a loro volta i produttori. La verità è che purtroppo, ancora una volta, chi paga lo scotto di questo andazzo è il consumatore finale, costretto a metter mano al portafogli e sborsare di più». Nell`esposto il Codacons presenta un dettagliato elenco dei prezzi riscontrati in esercizi della piccola e grande distribuzione: Un albero di Natale è passato da 25-30 euro dello scorso anno a 25-35 euro (+ 0-16%), le palline da 7-10 euro a 8-10 (+ 0-14%), i fili argentati da 1,50 a 1,80 (+20%), la carta da regalo da 1,50 a 1,70 (+13,3%) ed ancora rincari rilevati per tanti altri generi: luci (+6,7-33%), coccardine (+50%), nastrini (+17,6%), stelle di Natale (+20-25%). Costa di più, quest`anno, stando sempre all`indagine del Codacons che ha spianato la strada alla denuncia, anche distrarsi sulla neve: la tradizionale settimana bianca costa in media l`11% in più, balzando da 730 a 810 euro. Anche rilassarsi e rigenerarsi in un beuaty farm impone una spesa supplementare, rispetto al 2003, del 5,55%. Dove invece si spende meno, è nei paesi caldi: in media il 9,5%. Unica flessione, questa, assieme agli articoli tecnologici (computer, notebook, etc.) ed allo zampone, che incomprensibilmente vede scendere il suo prezzo del 14,8%. Calo ininfluente per la spesa del cenone, giacché tutti gli altri generi tipici, dalle lenticchie al torrone, passando per vino da tavolo e spumante, s?impennano irragionevolmente e registrano aumenti compresi tra il 3 e il 55%. Alla Procura della Repubblica il Codacons ha chiesto un`indagine accurata e capillare su quanto sta accadendo, a tutto danno dei consumatori che si vedono penalizzati e confusi di fronte agli acquisti per le festività natalizie. «Ci aspettiamo – confessa Marchetti – che finalmente si passi alle decisioni drastiche, e si disponga la chiusura di qualche esercizio commerciale che in questo periodo ha calcato un pò troppo la mano sui prezzi». Intanto il Codacons annuncia battaglia anche su altri fronti, come quello dell?abbiglòiamento, a partire da quello dell`anticipazione dei saldi. «Quest`anno – dice Marchetti – siamo riusciti ad ottenerne l`avvio già a dicembre per i generi alimentari, e dal 2 gennaio per gli altri. Ma chiediamo di più: che il calendario, per gli alimentari come per l`abbigliamento e gli altri generi, venga anticipato al 10 dicembre». Unica strada, questa, per il Codacons, per rilanciare i consumi, giacché il calendario attuale prevede l`attivazione delle svendite quando i consumatori hanno già dato fondo ai loro risparmi tra tasse, mutui, tributi, canoni, Ici e balzelli vari. Anticipare i saldi per il Codacons è una scelta non solo obbligata ma addirittura urgente (gli assessori commerciali al ramo sono già stati “diffidati“): col prossimo anno l`associazione dei consumatori prevede rincari sul fronte di luce, gas, acqua, Tarsu, Ici, autostrade, telefono, gasolio, banche e bolli. Insomma, stipendi e pensioni saranno ulteriormente falcidiati e questo inesorabilmente si ripercuoterà anche sui consumi. Se il calendario dei saldi non terrà conto di questo, per il Codacons il risultato sarà ineluttabile: alle svendite continueranno a far riscontro negozi inesorabilmente vuoti. Una crisi che penalizza non poco l?economia, e che soprattutto sul nostro territorio sta generando la chiusura di molti esercizi commerciali anche di vecchia data e con esperienza consolidata nel settore.
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