Frutta e verdura alle stelle
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fonte:
- Il Tempo
I prezzi di frutta, verdura, carne, pesce e prodotti «tipici» da consumare per il tradizionale pranzo di Natale hanno già subito un primo tendenziale rincaro: tra il 2 e il 3% rispetto a 15 giorni fa, secondo le stime delle associazioni dei consumatori. Se ne sono accorti ieri i romani alle prese con i primi acquisti per il pranzo di Natale ma di più se ne accorgeranno quelli che hanno deciso di recarsi al mercato solo nei prossimi giorni: per loro il Codacons stima in un ulteriore 10-15% l?incremento della spesa. I commercianti negano. Ma da Altroconsumo la secca smentita: «Il segno più accompagnerà come sempre la maggior parte dei prodotti in vendita a Natale nei mercati e sugli scaffali di iper e supermercati». I conti sono presto fatti: mettendo nel carrello della spesa 16 dei generi alimentari «tipici» della tradizione natalizia, i romani spenderanno, sempre secondo l?associazione dei consumatori, un euro e novanta centesimi in più rispetto al 2003. A cominciare dagli ortaggi, a finire con panettoni e torroni.
FRUTTA E VERDURA
A subire i rincari più alti sono gli ortaggi mentre il prezzo della frutta si mantiene al momento sostanzialmente in linea con quanto rilevato un mese fa. In aumento sono soprattutto cavolfiori, passati secondo dati Ismea da 0,32 centesimi di euro (prezzo all?ingrosso al chilo) di novembre a 0,35 di oggi; carciofi, da 0,24 a 0,28 (+16,66); finocchi, da 0,23 a 0,28 (+21,73) e indivia, da 0,49 a 0,55 (+12,24). I rialzi maggiori sono per le melanzane: da 0,28 a 0,53 (+85,71%) e per i peperoni da 0,32 a 0,46 (+43,75%). Per quanto riguarda i prezzi al dettaglio, difficile al momento trovare sui banchi di mercato broccoli a meno di 1,50-2 euro al chilo, spinaci a meno di 2 euro. Molto più contenuti i prezzi della frutta anche se sono previsti leggeri aumenti nei prossimi giorni. Beneficiano comunque dall?essere di stagione e allo stesso tempo immancabili sulle tavole imbandite a festa, mandarini e clementine, arance, mele e pere. I prezzi oscillano tra 0,31 euro all?ingrosso e 1,80 al dettaglio delle clementine e 0,26 e 1,30 delle arance.
CARNE E PESCE
Immancabili sulle tavole bandite a festa delle famiglie romane. Tradizione, moda, semplicemente gusto, molti hanno già acquistato e surgelato capitoni, orate, spigole, salmone, ma anche agnello e coniglio. Per non parlare dei «tradizionali» cotechino e zampone che solo nell?ultima settimana hanno incrementato le vendite di almeno il 5%. Acquistare fino a ieri carne e pesce significa aver risparmiato dal 5 al 10 per cento sulla spesa: inevitabili, anche per questi prodotti, saranno infatti i rincari dell?ultimo momento. Già oggi un?orata da un chilo si trova al mercato da un minimo di 7,99 euro a un massimo di 10,30 euro, il tonno in scatola spagnolo a 6,19, mentre la carne di coniglio in media a 7 euro al chilo. Più contenuto rispetto allo scorso anno il prezzo dello zampone: da 10,10 a 8,60 euro, il cotechino è fermo a 6,70.
FRUTTA SECCA
Altro genere di cui pochi a Natale riescono a fare a meno. Comprare noci, nocciole, mandorle, pistacchi, fichi e datteri costa già ora non poco. Questi prezzi non lieviteranno molto durante questa settimana anche perché sono di tutto rispetto: dattari a 3 euro al chilo, fichi a 3,50, pistacchi a 7,45, noci da 4,29 a 4,68, mandorle e nocciole a 4 euro. Se comprati sfusi e al mercato costano meno.
DOLCI E SPUMANTE
Sono ovunque: pandori, panettoni e torroni invadono le vetrine di alimentari, bar e supermercati. Sicuramente convenienti fino alla prima settimana di dicembre poi, lentamente, hanno cominciato ad aumentare registrando, secondo il Codacons rincari tra il 3,3 e il 3,7 per cento. Un panettone di marca si trova oggi mediamente a 7,80 euro, un pandoro a 6,30. Mentre un torrone da 300 gr è passato da circa 4 euro di appena 15 giorni fa ai 5 e 15 di oggi. Quanto allo spumante si prevede che i prezzi lieviteranno ancora a ridosso del Natale: al momento uno di marca costa 4,55 euro a bottiglia, più caro il «brut» tra 8,99 e 10,99.
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