Tredicesima, pochi viaggi e spese al minimo
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fonte:
- Il Mattino
Tredicesima, pochi viaggi e spese al minimo
Pessimisti. Convinti che i prezzi continueranno a crescere. Fanno spese col contagocce. Comprano oggi, ma pagheranno dopo mesi. I napoletani si preparano così alle feste natalizie. Il settanta per cento, infatti, ha rate e scadenze che impegnano a fondo la tredicesima. Pochissimi quelli che possono permettersi regali di pregio: solo il 4% sceglierà gioielli e il 5% altri beni di valore superiore a 1.000 euro. Il resto si destreggerà. Più gettonati – dall?80% – saranno gli apparecchi tecnologici economici dal telefonino, al lettore di dvd. Le altre scelte punteranno sulla fotocamera digitale, sullo schermo piatto per il pc, fino al televisore di nuova generazione. Sì, ma niente vacanze. L?86% ammette di non potersi permettere un viaggio per le festività. Solo il 14% si organizza per il Capodanno in locali pubblici. Sono i risultati di un?indagine del Centro studi della Federconsumatori Campania elaborata in base ai dati dell?Università di Napoli facoltà di Sociologia. Ed è cambiato drasticamente anche il modo di fare la spesa. Supermercati e ipermercati fuori città sono ormai frequentati dal 66% dei napoletani e il 34% nei mercatini rionali. Tutti convinti – il 92% – del fatto che ci saranno presto nuove impennate dei prezzi. Il 96% non prevede nessuna evoluzione positiva delle proprie condizioni economiche. Dal fronte della Confcommercio i negozianti si lamentano: «È il tessile-abbigliamento il settore che soffre di più». E infatti le stime di calo nelle vendite sfiorano il 40% rispetto allo scorso anno. L?Intesa dei consumatori rilancia la sua idea anti-crisi: sotto l?albero mettete i bigliettini-buono per un regalo che comprerete dopo Capodanno. Da gennaio infatti, partirà un monitoraggio all?interno dell?Ascom per verificare la possibilità di una legge regionale sui saldi che punti alla liberalizzazione totale. Sarà proprio Napoli a fare da apripista. Intanto la Cia – la Confederazione italiana degli agricoltori – ha fatto un po? di calcoli per capire cosa arriverà sulle tavole natalizie dei napoletani. Risultato: meno frutta, verdure, prodotti tipici, vino e spumanti. Per frutta e verdura si spenderanno poco più di 110 milioni di euro, il 13% in meno del 2003. Per i prodotti tipici la spesa (meno 12%) si aggirerà attorno a 150 milioni di euro mentre per vini e spumanti il giro d?affari si attesterà sui 90 milioni di euro, con una flessione dell?8%. I dati rivelano anche che i prodotti frutticoli che registreranno i maggiori cali nei consumi saranno l?uva da tavola (meno trenta per cento), le arance (meno cinque per cento), le clementine (meno tre per cento) e le pere (meno dieci per cento). Un andamento riflessivo dovrebbe aversi anche per la frutta secca tipica delle feste di fine anno, che diminuirà di circa il 6%. Anche per i prodotti orticoli la musica non è buona. La Cia prevede una flessione dell?otto per cento negli acquisti di cavolfiori, del cinque per cento per le zucchine, del quindici per cento per la lattuga. Si comprerà il sette per cento in meno di insaccati e prosciutti e il dieci per cento in meno di formaggi. Ma anche per gli oli «firmati» la situazione non è migliore. Si annuncia un calo nei consumi del 5%. Le tradizionali lenticchie troveranno meno spazio nei cenoni di fine d?anno (meno 5%). Infine, i vini e gli spumanti: si stapperanno sette milioni di bottiglie di spumante (il 5% in meno rispetto allo scorso anno) e si berranno oltre sedici milioni di bottiglie di vino (il 3% in meno rispetto al 2003).
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