17 Dicembre 2004

La Marchi: « No a sconti io voglio l`assoluzione »

La Marchi: « No a sconti io voglio l`assoluzione »

ROMA – « Il decreto salva Previti non mi interessa assolutamente. Perchè io voglio essere assolta come è giusto che debba essere » . E` granitica, Wanna Marchi. Cosí, durante una pausa del processo che la vede imputata assieme alla figlia Stefania Nobile e all`ex convivente Francesco Campana per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, commenta il decreto che potrebbe anche per lei – incidentalmente – ridurre i tempi di prescrizione. « Non mi interessa il signor Previti » , ribadisce la signora di scioglipancia e numeri del Lotto baciati dalla Fortuna. Sulla stessa linea la figlia: « Di quel decreto non ne sono niente e comunque non mi pare l`abbiano chiamato decreto salva Marchi. E` chiaro che se fanno un provvedimento lo fanno per tutti… » . Ma se ci fosse una prescrizione in tempi rapidi, sareste contente? « Io mi ritengo contenta di essere in un`aula di Tribunale a discutere quel che è giusto che si discuta: la mia difesa. Non mi interessa la prescrizione » . E all`udienza di ieri i giudici della decima sezione penale presieduti da Paolo Micara hanno respinto la richiesta dei difensori di chiamare a testimoniare il ministro dell`Economia Domenico Siniscalco, o chi per esso, sulle modalità con cui lo Stato vende o reclamizza i numeri del Lotto. « Le forme di pubblicità della vendita dei numeri al lotto della signora Marchi si assume che siano delittuose perchè i numeri erano definiti fortunati – ha spiegato uno degli avvocati, Liborio Cataliotti – Allora, sappiamo che il ministero realizza forme pubblicitarie in cui la formula di rèclame è assai simile a quella utilizzata dalle mie assistite » . Ma i giudici hanno anche respinto l`istanza presentata dai legali per la sospensione del processo perchè ritenevano – sulla base di alcune notizie uscite sulla stampa e relative a un`inchiesta a Milano su presunte « talpe all`ufficio gip » – fosse stata violata la riservatezza che copriva alcuni atti del procedimento. I giudici hanno invece ammesso la costituzione di un`ottantina di parti civili tra cui il Codacons, Federconsumatori e Unione Consumatori. In aula era presente anche Marco Donzelli, presidente del Codacons che ha sollevato una polemica: « è pazzesco che persone imputate di cosí gravi reati possano operare su altre emittenti. Il fatto che Wanna Marchi e la figlia possano di nuovo andare in tv solo in Italia può accadere. Per questo chiediamo un maggior controllo e una legge che regoli questo settore » . Il processo riprenderà il 18 gennaio.

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