16 Dicembre 2004

«Caldaie, le tariffe vanno riviste»

«Caldaie, le tariffe vanno riviste»

Ritenuto illegittimo circa il 40 per cento dei costi nel piano d`impresa di Asea Ma, secondo i legali della società, l`accoglimento sarebbe solo parziale

I circa 30mila leccesi proprietari di un impianto di riscaldamento troveranno sotto l`albero di Natale un gradito regalo. Con tre sentenze, depositate l`altro ieri, il Tar di Lecce ha accolto, anche se solo parzialmente, le richieste di alcune associazioni, riguardanti le tariffe per i controlli sulle caldaie. «In sostanza l`amministrazione comunale dovrà rivedere le tariffe – chiarisce Giovanni Palatiello, giudice estensore della sentenza – in quanto il Tar ha ritenuto illegittima una parte dei costi, circa il 40 per cento, presentati dal gestore Asea nel piano d`impresa. Costi sulla base dei quali sono state formulate le tariffe, che perciò dovranno essere riviste, in una certa misura». L`accoglimento delle richieste è solo parziale, come evidenziato anche dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto, che hanno difeso l`Asea. «Nelle tre sentenze – sostengono i legali – il Tar ha accolto, perchè ritenute congrue, anche alcune tesi sostenute dal Comune (difeso dall`avv. Ernesto Sticchi Damiani) e dall`Asea». «Il tribunale ha ritenuto congrua – spiega il giudice Palatiello – la durata media di 2 ore per ogni verifica alle caldaie; congrui pure i costi indicati dall`Asea per le verifiche a campione e il numero delle stesse verifiche, indicate in 3500 nel biennio». Scendendo nel dettaglio delle sentenze relative ai tre diversi procedimenti, ma riguardanti lo stesso argomento delle tariffe, in sostanza il Tar ha stabilito che la prima verifica effettuata dall`Asea sulla platea degli autodichiarati, deve rimanere gratuita, anche se emergono delle irregolarità, mentre la seconda, deve essere intesa a tariffa piena. «Dopo il primo annullamento del Consiglio di Stato – fa sapere Gianluigi Pellegrino, difensore di Federconsumatori, Codacons e Sunia – avevamo proposto la ricerca di un accordo. Ma il Comune si è dimostrato sordo e si è mosso nella logica di confermare le tariffe, anche per non dover restituire soldi richiesti illegittimamente agli utenti». «Le tariffe sono state giudicate ingiuste e per l`ennesima volta – commenta Piero Mongelli, per il Codacons – i leccesi hanno avuto ragione della protervia e dell`arroganza dell`amministrazione comunale». Secondo l`avvocato Pietro Quinto le tariffe invece non dovrebbero subire sostanziali modifiche, «atteso che il Tar ha rigettato – fa notare il legale – le questioni di legittimità e di merito riguardanti la determinazione delle tariffe, sollevate da tre associazioni degli utenti». «Il Comune di Lecce dovrà rideterminare le tariffe per il biennio 2002/2003 – commenta Luigi Mariano, del Movimento di Difesa del Cittadino – Da parte nostra chiediamo che il Comune provveda con la massima urgenza a stabilire le somme da restituire ai cittadini per il biennio 2000/2001».

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