Marzano: preoccupazioni non ingiustificate
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fonte:
- Il Gazzettino
Per il ministro delle Attività produttive «non è vero che gli italiani sono diventati più poveri»
Roma
L`Istat afferma che l`inflazione, a novembre, è scesa all`1,9 per cento, dal 2 registrato in ottobre e il ministro Marzano (Attività produttive) assicura che non è vero che in Italia «la povertà è aumentata»: ma le associazioni dei consumatori insorgono e denunciano che l`inflazione è sottostimata.
Marzano non condivide i messaggi pessimistici, anzi ritiene che siano «messi in giro strumentalmente». Il ministro sostiene che «non è assolutamente vero che gli italiani sono diventati poveri» e aggiunge che «dovrebbero comunque contare i dati Istat, piuttosto che quelli di altri centri, che magari hanno nei loro consigli di amministrazione politici di parte». Poi, a commento dell`allarme lanciato da Confindustria, Marzano corregge un po` il tiro (quelle preoccupazioni «non sono ingiustificate»), ma ripete che «quella attuale non è la situazione peggiore, come sento dire. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo avuto una inflazione a due cifre accompagnata da un ristagno dell`economia, né dobbiamo scordare cosa è successo con la crisi petrolifera».
Le associazioni consumatori, naturalmente, hanno opinioni ben diverse. Parlare di inflazione all`1,9 per cento «resta illusorio», protesta l`Adiconsum: la «vera ragione» della flessione dei prezzi di alcune voci, spiega, è da ricercare «nel calo dei consumi e della produzione industriale». Secondo l`Adiconsum, infatti, «sempre più spesso le famiglie a reddito fisso sono infatti portate ad acquistare prodotti meno costosi, attraverso vendite promozionali e hard-discount» ed anche «l`impennata degli acquisti a rate è un altro indice del minor potere d`acquisto delle famiglie». Quanto a Marzano, che nega l`impoverimento degli italiani, l`Adiconsum replica che «se l`inflazione fosse stata effettivamente all`1,9, non si sarebbe assistito al drastico calo dei consumi. La verità è che tre famiglie (reddito fisso e pensionati) sono diventate più povere e una (commercianti e professionisti) speculando sul cambio lira-euro, più ricca».
E mentre la Coldiretti denuncia che «i prezzi pagati agli imprenditori agricoli per gli ortaggi sono ridotti del 30 per cento rispetto allo scorso anno», ma sui mercati questa riduzione non si vede, anche l`Intesaconsumatori definisce «fortemente sottostimate» le rilevazioni Istat sull`inflazione, sottolineando piuttosto che, rispetto ad un anno fa, prezzi e tariffe sono «decisamente più elevate di quanto formalmente dichiarato». Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, questi aumenti hanno determinato «un ulteriore impoverimento delle famiglie che ha causato un vistoso calo dei consumi e, di conseguenza, una forte caduta della produzione industriale» e questi numeri dovrebbero «far riflettere il governo su una modifica profonda della legge finanziaria riguardo ai tagli ai trasferimenti, ma anche sugli aspetti fiscali che, se attuati, andrebbero a beneficio dei redditi elevati anziché di quelli bassi».
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