12 Dicembre 2004

Prezzi raffreddati grazie a zucchine, olio d?oliva e frutta

PERUGIA – Le statistiche dicono che a Perugia i prezzi sono in frenata ma non chiariscono perché a fronte di forti riduzioni all`origine i prezzi di frutta e verdura, ma anche di pane e olio d`oliva, non seguono lo stesso trend sui banchi di negozi e supermercati. La questione è tutta qui e per affrontarla consumatori e imprenditori agricoli fanno fronte comune. Una task force per la trasparenza in tema di prezzi e origine dei prodotti e contro le speculazioni che vede in campo Confederazione italiana agricoltori (Cia), Coldiretti e Confagricoltura da una parte, Adiconsum, Adusbef, Codacons e Federconsumatori dall`altra. “I dati di Perugia sul caro vita (inflazione all`1,6% a novembre, ndr) dimostrano che la concertazione e l`azione delle associazioni dei consumatori hanno funzionato – spiega Salvatore Lombardi di Federconsumatori – ma ora serve un salto di qualità: il blocco non basta più, i prezzi vanno ridotti“. “L`effetto euro forte/dollaro debole dovrebbe riflettersi anche sui prezzi – aggiunge Carla Falcinelli del Codacons – ma così non è. Non siamo convinti dei dati diffusi e se c`è stata riduzione è anche merito della nostra battaglia“. Che ora insiste sui saldi pre-natalizi ma anche su una serie di monitoraggi autonomi che vedrà gli 007 del Codacons, dal 16 al 20 dicembre, saranno in negozi e supermercati a rilevare i prezzi di prodotti natalizi, alimentari e non.
Quella dei prezzi è una sfida a tutto campo che coinvolge anche gli agricoltori che, con i consumatori, si definiscono “gli anelli deboli e più rigidi della catena“. “Colpa di un mercato senza concorrenza“, fa notare Severo Ottaviani dell`Adusbef. Aggiunge Rodolfo La Sala, Adiconsum: “Lo specchio di una società dove si allarga la distanza tra chi, per risparmiare, è costretto a comprare merce di bassa qualità e chi acquista in eccesso“. Sullo sfondo le imprese agricole per le quali, di fronte ai prezzi irrisori offerti dal mercato, l`alternativa è cessare l`attività. “Il settore agricolo ha prodotto un effetto calmiere – spiega Alfredo Monacelli, direttore regionale di Confagricoltura – per le riduzioni che all`origine i prodotti hanno subito nell`ultimo anno“. Alcuni esempi: cereali -25%, ortaggi -46%, frutta -25%, olio d`oliva -20%. “Al consumo non è successa la stessa cosa – aggiunge Walter Trivellizzi, presidente regionale Cia – ed il mercato ha anzi attirato le produzioni dell`Est europeo. Il problema è anche l`informazione: che indicazioni diamo ai consumatori per distinguere una patata abruzzese da quella polacca?“. Non solo. “Qualcuno dovrebbe spiegare il meccanismo per il quale con un quintale di grano quotato 12 euro circa – conclude Monacelli – si producono 120 chili di pane che valgono 240 euro“.

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