11 Dicembre 2004

Promemoria dei consumatori del Veneto per Berlusconi

Cavalier Berlusconi,

le auguro bel tempo e tanta partecipazione per il suo fine settimana a Venezia. Aggiungo il consiglio di non esagerare con l?ottimismo. Non c?è molto da ridere per i consumatori veneti.
La nostra regione è sempre stata terra di risparmio e quindi il crack dei bond Argentina prima e poi Cirio, Parmalat, Giacomelli ha colpito duramente le famiglie, proprio quelle che più erano attente a non rischiare. Dai processi in corso trova sempre più conferma il coinvolgimento di banche importanti. Sarà un caso che almeno 25 mila famiglie venete piangono sull?inaspettata perdita del loro risparmio mentre i bilanci delle banche scoppiano di utili.
Sarà un caso che i protagonisti dei disastri finanziari si possano permettere i migliori e più costosi avvocato mentre i piccoli risparmiatori non hanno le risorse per avviare un processo dai tempi lunghissimi e dal costo salatissimo.
Sarà un caso che quando correntista, privato o piccolo imprenditore, va in rosso viene spremuto con ogni pretesto: aggravio del tasso, massimo scoperto, garanzie con costi accessori esorbitanti, eccetera. Al contrario le banche, prese con le mani nel sacco per gli interessi sugli interessi (il famoso anatocismo) invece di avviare i rimborsi, rispondono praticamente: faccia causa. L?ultima tegola è stata il fallimento di Volare Web. Si dovrà chiedere ragione dell?accaduto agli amministratori, ai revisori societari, all?Enac, ma intanto migliaia di persone per bene sono restate a terra.
La fiducia è la base del vivere civile. Senza fiducia è la giungla, la legge del più forte appunto o del più furbo. Ci rendiamo conto che per lei, signor presidente, è fatica non sorridere: è diventato il quarto uomo più ricco del mondo. Ma se proprio deve ridere ci dia una buona notizia: si metta d?impegno per far approvare la legge sulla class action, quella legge che appunto tutela in America i consumatori e che ha fatto pagare per danni miliardi di dollari ai produttori di sigarette o che costringe il più importante costruttore di auto a richiamare modelli che hanno difetti. In Italia invece si fa fatica a far rispettare la garanzia obbligatoria dei due anni. I consumatori non sono comunisti, si aspettano di essere ascoltati. Vorrebbero tanto che il presidente del consiglio dei ministri facesse una scelta di campo: si metta dalla parte di chi non arriva a fine mese, che ha ormai visto dissolversi la tredicesima negli aumenti del riscaldamento, dei prezzi, per le visite mediche a pagamento, per i costi dell?assicurazione e dei servizi.

(*) presidente Codacons Veneto

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