10 Dicembre 2004

«Saldi in anticipo? Meglio prezzi equi»

Saldi dal 10 dicembre? Cioè da oggi? Pessima idea. Bocciata dai commercianti la proposta avanzata da Intesaconsumatori a livello nazionale nel tentativo di cercare un punto d`incontro fra esigenze che appaiono contrapposte: la necessità per i clienti di acquistare sì ma a prezzi convenienti e il bisogno dei negozianti di risvegliare un comparto avvolto nel torpore. Evidenti i segnali della crisi: anche nei giorni di festa, le vetrine sono illuminate, la gente passeggia, guarda, si ferma. Eppure di scontrini alla cassa se ne battono pochi. Già da tempo le associazioni dei consumatori hanno avviato la riflessione: con la liberalizzazione del commercio i saldi hanno perso significato. Più vantaggiosa potrebbe rivelarsi una reale concorrenza, che si attua – è la posizione delle associazioni che operano in tutela del cliente – adeguando i costi alle concrete possibilità del mercato. Un mercato non più «schiavo» delle vendite promozionali e delle stagioni degli sconti. In Puglia, dice la legge, dal 7 gennaio. La signora Laura ha quattro figli. Fa indossare alla piccola di casa una gonnellina e sbotta con rassegnazione: «I figli crescono. Comprare abbigliamento e scarpe non è una questione di date. I soldi scarseggiano e si acquista l`indispensabile quando serve. Io i saldi li vorrei tutto l`anno». Giancarlo Pellegrini ha risolto il problema a monte: da 10 anni ha aperto un negozio di tessuti e una sartoria e i clienti li serve a domicilio. Un «corteggiamento» che ha incontrato i favori di imprenditori e professionisti. Funziona così: un team di agenti contatta i clienti a Bari, Brindisi, Lecce e Roma. Tramite il call-center viene fissato l`appuntamento. L`agente porta con se campioni di tessuti, cataloghi dei modelli e un capo già realizzato. Le varie prove e la consegna si fanno a casa o in ufficio. I costi? «Competitivi», assicura Pellegrino. Che preannuncia: «Dal prossimo anno decade l`accordo multifibre che finora ha limitato le importazioni di stoffe e abiti dall`Oriente. Il mercato italiano sarà travolto dalla manifattura di sete e cachemire di buon livello ma a prezzi inferiori». Al grido «si salvi chi può» si inventano nuove strategie promozionali. Dalla prossima settimana tanti negozi esporranno il «bollino blu». Marcello Signorile, presidente dell`Associazione libera del terziario (Alt), è a capo del gruppo: «Sul bollino sarà scritto “In questo negozio si spende bene“. Saranno praticati alla cassa ribassi che variano dal 10 al 30 per cento. Hanno inoltre dato l`adesione bar, alimentari, negozi di articoli da regalo». Favorevole a politiche di vendita individuali pure Carmine Maggiore, che dirige un negozio di abbigliamento sportivo: «La globalizzazione ci impone di adeguarci. Le catene delle grande distribuzione, compresa questa, programmano le campagne di vendita tutto l`anno. Il cliente gira e compra dove trova convenienza». Barbara e Floriano Cellamare, figli d`arte nel settore calzaturiero, puntano l`indice contro gli stockhouse: «Ormai i saldi hanno perso fascino perchè le vendite sottocosto negli outlet durano tutto l`anno.Da quando per diventare titolari di un punto vendita non è più necessario avere la licenza, la storia dei singoli e la professionalità sono state mandate al macero». Definisce «scandalosa» l`ipotesi dei saldi a partire da oggi Gerardo De Letteriis: «Si stravolge un sistema consolidato. La crisi si combatte con l`affidabilità, la competenza e un adeguato rapporto qualità-prezzo». Per Patrizia Porcelli, che propone abiti per bambini, avere riferimenti certi è una garanzia: «Possiamo discutere sulla data. Ma è impensabile mandare operatori e clienti allo sbaraglio. I saldi continuano ad essere un fenomeno di massa. Perché abolirli»? Per monitorare l`andamento dei prezzi, d`intesa con la Camera di commercio di Bari, il prefetto Tommaso Blonda ha promosso la nascita di un comitato di controllo. Le rilevazioni dei dati sono state effettuate in collaborazione dei comandi di polizia municipale. Blonda ha nuovamente sensibilizzato le amministrazioni comunali della provincia di Bari a sottoscrivere apposite convenzioni tra le associazioni di categoria e i commercianti al dettaglio per l`«autoregolamentazione dei prezzi». L`obiettivo è arginare i rincari, in particolare dei generi alimentari, fino alla fine dell`anno. Particolare attenzione è stata riservata ai controlli, di concerto con le forze dell`ordine, per evitare speculazioni specie in occasione delle feste. Antonella Fanizzi

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