“Spegnete la tv e uscite di casa“
-
fonte:
- la Repubblica
E` lo sciopero dei telespettatori
L`obiettivo degli organizzatori: “Un milione e mezzo di persone
in giro a divertirsi“. Inviti a “oscurarsi“ ai big dei palinsesti
ROMA – Spegnere il televisore, mettersi in tasca il telecomando e uscire di casa. Fuori, c`è un mondo che ti aspetta, dicono gli organizzatori dello sciopero dei telespettatori. Un mondo fatto di feste, incontri, musei, cinema, eventi culturali, negozi. Basta presentarsi da chi ha aderito all`iniziativa con il telecomando del proprio televisore per avere uno sconto. E` l`iniziativa lanciata dall`associazione culturale milanese Esterni, un oscuramento volontario della tv a partire dalla mezzanotte di oggi fino alle 24 di domenica. Due giorni interi lontani dall`elettrodomestico più potente e invasivo del mondo e per provare a passare il tempo nelle centinaia di eventi organizzati in tante città italiane.
Lo sciopero dei telespettatori, che lo scorso giugno aveva trascinato fuori di casa – secondo gli organizzatori – 700 mila italiani, questa volta punta al raddoppio. Per questo Esterni ha coinvolto enti, associazioni, cinema, musei e teatri, che praticheranno sconti o omaggi a chi si presenterà, tra l`11 e il 12 dicembre, con il telecomando in mano.
Tra le adesioni sono già arrivate quelle di luoghi di cultura come la Triennale di Milano, il Museo del Cinema di Torino, la Cineteca di Bologna, il Centro Musei delle Scienze Naturali di Napoli, il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, la Fondazione Longhi di Firenze, il Teatro Olimpico di Roma. Adesioni anche dal Codacons, dal movimento internazionale Slowfood, dalla divisione lombarda di Legambiente e dai circoli Arci, dalla Fipe-Conals, il sindacato dei locali da ballo, e da tantissimi privati cittadini. La mappa generale città per città è disponibiloe sul sito internet dell`associazione.
Come ogni anno, lo sciopero avrà la sua festa-raduno nazionale a Milano, sabato 11, nel nuovo quartiere Parco Grande di via Rubattino, sotto la sopraelevata della tangenziale. Gratuito l`ingresso telecomando alla mano, gratis pure le consumazioni, ma solo a chi si presenterà al party con un televisore.
Lo sciopero, dalla scorsa edizione, è diventato nazionale, e quest`anno vi partecipano 12 regioni, 23 città, oltre 250 piccoli centri. Come si traduce questo esercito in dati auditel, l`unità di misura più preziosa per la tv? Secondo gli organizzatori l`audience potenziale è di un milione e mezzo di persone. Ma il dato di “non ascolto“ – informano gli organizzatori – non è scientificamente rilevabile e verrà misurato in base alle adesioni pervenute all`iniziativa.
Lo sciopero infatti, per quanto alto possa essere il numero di adesioni, non può intaccare i dati ufficiali a meno che qualcuna delle 5.000 famiglie auditel, cioè quelle che hanno installato l`apparecchio di misurazione degli ascolti, non decida di spegnere il televisore. E` mai successo? Sì, l`anno scorso, dicono a Esterni, tre famiglie auditel hanno assicurato la loro adesione. Un numero basso e del tutto ininfluente, ma che se dovesse crescere potrebbe far segnare un calo di ascolti anche dal punto di vista ufficiale.
Lo sciopero ha avuto una certa visibilità sia nelle scorse edizioni che in questa anche se non ha potuto beneficiare, come ovvio, dell`apporto della televisione. Ma quelli di Esterni non si arrendono. Hanno mandato un invito ad alcuni personaggi televisivi influenti – da Maria De Filippi a Fabio Fazio alle Iene a Piero Chiambretti a Enrico Ghezzi – per chiedere loro di oscurarsi per dieci secondo durante la due giorni di sciopero. Vedremo.
Del resto non deve essere facile per gli addetti ai lavori della tv gestire questa iniziativa. L`anno scorso, spiegano ancora quelli di Esterni, chi ha deciso di parlarne male come Emilio Fede, ha ottenuto l`effetto contrario facendo salire il numero delle adesioni allo sciopero. Né è facile per le aziende che decidono di offrire sconti e agevolazioni a chi si presenta con il telecomando. Molti non se la sentono di schierarsi contro la televisione e tutto ciò che questa evoca. Per questo il fondatore di Esterni Beniamino Saibene ha sottolineato che lo sciopero “non si schiera politicamente, anche se oggi dire che si vuol fare uno sciopero contro la televisione per molti equivale a dichiararsi di sinistra e contro il governo. E, anche per questo, molti hanno tentennato nell`aderire“. “Invece noi non ci schieriamo politicamente e non entriamo nel merito dei palinsesti, la nostra – ha concluso Saibene – è una protesta generale contro la fruizione passiva del mezzo televisivo e contro la pigrizia mentale, un invito a spegnere il piccolo schermo e accendere la città“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
-
Tags: esterni, Sciopero, telespettatori
