9 Dicembre 2004

Commercianti: sbagliato lo sciopero degli acquisti

Commercianti: sbagliato lo sciopero degli acquisti
Confesercenti critica la protesta dei consumatori e l`idea del «doppio cartellino» con i costi d`origine dei prodotti
L`Adusbef: «I cittadini sono già stati spremuti come limoni: insistiamo sui saldi anticipati e sugli sconti del 30%»

ROMAI commercianti contestano lo sciopero degli acquisti e avvertono: «Basta con le polemiche pretestuose: il Parlamento si occupi dei problemi seri piuttosto che sbagliare con misure inutili come questa che assomiglia più ad una boutade che ad una proposta con un qualche fondamento». Il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, boccia anche senza appello la proposta di emendamento alla Finanziaria per l`adozione del cartellino con il doppio prezzo dei prodotti, quello all`origine e quello finale. «I commercianti i prezzi all`origine non li conoscono e non possono conoscerli visto che, soprattutto per quanto riguarda l`ortofrutta, i passaggi che i prodotto compie dalla produzione alla vendita al dettaglio sono tantissimi», ricorda Venturi, che bolla il doppio cartellino come una «proposta senza fondamento, fatta da chi non conosce i meccanismi» alla base della filiera agroalimentare. Questa polemica, aggiunge Venturi, è «pretestuosa e senza fondamento e lo dimostrano i dati della stessa Ismea», l`istituto che monitorizza l`andamento dei mercati agricoli. Da queste rilevazioni, spiega il presidente della Confesercenti, emerge che «la fetta maggiore sul prezzo finale dei prodotti l`assorbe la produzione». Per tutto il 2003 e nei primi 7 mesi del 2004 tale quota è stata del 40% nella frutta (36% ortaggi) mentre, sottolinea Venturi, il commercio al dettaglio assorbe circa il 20% del prezzo finale. Non solo. «Il cartellino – continua Venturi – non considera i costi che i commercianti devono caricare sul prezzo finale, che sono tanti, e che in alcuni casi sono drasticamente aumentati. Come gli affitti dei negozi, che nell`ultimo anno sono cresciti del 10%». «Questa è demagogia pura come quella dei consumatori che minacciano il blocco degli acquisti se non arrivano i saldi i prima di Natale e come quella degli agricoltori a cui rivolgo invece l`invito al dialogo per cercare di trovare, insieme, i modi per accorciare la filiera», conclude Venturi, che critica anche l`accordo stretto dal ministro delle Attività produttive con la grande distribuzione. «Sempre citando i dati Ismea faccio notare – conclude il presidente dell`associazione dei commercianti – che sull`ortofrutta quest`anno i piccoli esercizi hanno praticato prezzi inferiori mediamente di 30 centesimi rispetto alla grande distribuzione». Subito Intesaconsumatori ha replicato a Confesercenti affermando che «la reazione di Venturi», che «ha sempre ironizzato» sulle iniziative dell`associazione, «tradisce una malcelata irritazione verso i consumatori» che, da Milano a Roma, da Napoli a Palermo, ieri hanno aderito all`iniziativa «Watching-no shopping day» preferendo «annotare i prezzi proibitivi nelle vetrine, rimandando gli acquisti a tempi migliori, quando ci saranno sconti del 50%». In una nota, il presidente di Adusbef-Intesaconsumatori, Elio Lannutti, afferma che i consumatori sono stati finora «spremuti come limoni con il pretesto dell`euro» e che dalle loro tasche «sono stati scippati 52 miliardi di euro dal 1 gennaio 2002, il 4% del Pil, con i più svariati pretesti: dalle gelate alla “filiera mafiosa“». Lannutti ribadisce quindi i punti illustrati martedì contro il caro-prezzi: astensione dagli acquisti ieri; anticipo dei saldi dal 10 dicembre; sciopero europeo dei cellulari per il 18 dicembre; Natale solidale con pochi, ma utili regali; adozioni a distanza; richiesta di sconti del 30%; netta contrarietà all`indebitamento di famiglie già indebitate per sopravvivere.

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