9 Dicembre 2004

Shopping natalizio, via ma con lo sciopero

Shopping natalizio, via ma con lo sciopero

I commercianti: «Il boom non c?è stato, ma la colpa è della pioggia»

Guardare, annotare i prezzi e comprare con moderazione. Secondo sciopero della spesa in Ciociaria dopo quello del 16 settembre ma senza il blocco delle vendite. Le associazioni dei consumatori si accontentano del risultato e anche i commercianti ciociari si dicono soddisfatti: «Vendite consistenti, nessun calo rispetto ai giorni passati». I consumi, però, non salgono secondo le attese.
«Le vendite dei grandi centri commerciali non sono rimaste al palo, ma sono scese: i consumatori protestano contro il caro-prezzi – esordisce Giovanni Nardone, presidente provinciale di Federconsumatori – A Carrefour e Panorama l`afflusso era meno forte delle attese, abbiamo rilevato i dati sul posto». Sciopero riuscito? «Non saprei. Era una giornata di festa, la prima da dedicare agli acquisti natalizi, è vero, ma anche piovosa e fredda. Nonostante ciò l`afflusso è stato comunque sostenuto. Certo è che la gente che non è entrata nei negozi lo ha fatto perché ha meno disponibilità economica e sta più attenta agli acquisti». Secondo le rilevazioni di Intesaconsumatori (interviste e osservazioni dirette), in provincia di Frosinone dalle 9 alle 13 di ieri la percentuale dei consumatori che hanno aderito allo “sciopero della spesa“ è stata del 70% ad Anagni (contro l`84% di settembre), del 58% a Frosinone (70% tre mesi fa) e del 50% a Sora e Cassino (fanalini di coda anche a settembre, ma con il 65% e il 60% di adesioni). Ora tutti in attesa del 18 dicembre, il giorno del primo sciopero europeo dei cellulari.
Di segno contrario le valutazioni dei commercianti: «E` stata una giornata incerta nella partenza, ma poi ci siamo ripresi e alla fine abbiamo lavorato come un giorno normale – riconosce il direttore del centro commerciale “Il Globo“ di Frosinone, Antonio Mattia – Certo è che la gente non ha proprio parlato dello sciopero e che non c`è stato nessun blocco delle vendite». Dal negozio di elettronica ed elettrodomestici “Quaglia“ confermano: «C`è molta gente che gira, lo sciopero non si sente. E tra chi entra e osserva, il 50% finisce con l`acquistare qualcosa. Un trend iniziato già da 4-5 giorni». «Il trend è lo stesso di questi primi giorni di dicembre – riconosce anche il direttore dell“`Oviesse“ di via Aldo Moro, Giuseppe Mari – E` vero tuttavia che ci aspettavamo di più, non sembra un periodo natalizio: un calo generale dei consumi è registrabile». Soddisfatti anche all`ottica “Randazzo“ di Panorama: «Un aumento delle vendite non c`è stato ma siamo in linea con i giorni passati». Esultano invece alla “Benetton“ del centro commerciale “Le Sorgenti“: «Il negozio è pieno e si è venduto meglio degli altri giorni, soprattutto in tarda mattinata e tra le 16 e le 17».
Perché lo sciopero oggi? «Perché è primo giorno dell`anno dedicato ai doni natalizi – precisa Nardone – Il nostro invito è invece di aspettare che dopo Natale i prezzi si abbassino del 30-40 anche 50%. Mettete sotto l`albero un buono, il regalo di Natale verrà consegnato dopo le feste. Ora i prezzi di alcuni prodotti, come quelli ittici, vengono aumentati anche del 40% per ridiscendere subito dopo Natale. Non auspichiamo il blocco dei prezzi, ma una loro regolamentazione per i beni di prima necessità. E poi lo scempio dei saldi. In Ciociaria ci sono addirittura negozi collegati a fabbriche che lavorano esclusivamente con i saldi, con il risultato di vendere prodotti a qualità inferiore e apparentemente sotto costo». L`Intesa dei consumatori, però, vorrebbe anticiparli al 10 dicembre: è possibile? «Saldi anticipati? I vincoli della legge lo impediscono», taglia corto Nardone.

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