8 Dicembre 2004

Sciopero dello shopping e saldi contro il caro-Natale

Sciopero dello shopping e saldi contro il caro-Natale






ROMA – I regali? Fateli con gli occhi, almeno per un giorno, guardate le vetrine, confrontate i prezzi, scegliete e magari immaginate anche un pacchetto, ma non mettete le mani al portafoglio. Per gli acquisti ci sarà tempo perché oggi è il ?Watching-no shopping day?, si guarda e non si compra, una trovata dell?Intesaconsumatori per protestare contro il caro-Natale. Salgono i prezzi, le tredicesime no e piuttosto che andare in rosso col conto in banca meglio mettere sotto l?albero una promessa di dono invece che un pacco da scartare subito, un buono (si può scaricare dai siti di Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) per il regalo che arriverà dopo le feste, «quando lo stesso oggetto costerà il 40-50% in meno di oggi», suggerisce Elio Lannuti, presidente di Adusbef. E? la controffensiva delle associazioni consumatori contro il carovita, la battaglia per ?salvare la tredicesima?. Per molti è già troppo tardi, un italiano su dieci ha già bruciato la gratifica natalizia – secondo un sondaggio dell?istituto S&G Kaleidos pubblicato su ?Sorrisi e canzoni? – e uno su tre la spenderà per i regali o la metterà in banca. Più della metà della tredicesima è andata via in bollette, mutui e tasse. «Il taglio delle imposte che porterà 200-400 euro in più all?anno è ben poca cosa rispeto ai rincari di 3mila euro in 3 anni», calcola Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori.
Le previsioni sono bruttine, un?indagine dell?Intesa rivela che gli italiani per questo Natale hanno intenzione di tagliare le spese del 62%, rinunciando ai regali (meno 36) e viaggi (meno 29). E l?appello di Sergio Billè, presidente di Confcommercio, a contenere i prezzi? «Inutile e generico», taglia corto Carlo Pilieri dell?Adoc. Una strada ci sarebbe, propongono le associazioni, per rilanciare gli acquisti ed evitare che queste feste siano un flop, almeno sul fronte degli consumi: saldi anticipati, non dopo la Befana, come è tradizione, ma da dopodomani. L?Intesa ha già inviato a tutti gli assessori al commercio delle regioni italiane una diffida «a procurare danni ai consumatori. Gli assessori possono emanare una delibera che autorizza i commercianti che ne abbiano intenzione a fare i saldi sin dal giorno 10».
Praticamente impossibile, replicano commercianti e amministratori. «Tutte le Regioni hanno disciplinato con una legge le vendite di fine stagione e per modificarne modalità e date è necessaria una nuova legge regionale. Una delibera dell?assessore non basta», spiega Roberto Cerminara, responsabile dell?osservatorio legislativo di Confcommercio. Per anticipare i saldi, in pratica, l?assessore al commercio dovrebbe fare una proposta di legge, dopo aver ascoltato le categorie, da sottoporre alla giunta, alle commissioni e poi al consiglio. Anche volendo, i tempi non ci sono. «E poi c?è una considerazione di tipo economico – aggiunte Cerminara – i commercianti hanno pianificato da mesi le loro ordinazioni sapendo che il loro orizzonte di vendita è fino al 31 dicembre, non si può sconvolgere i loro programmi».
Sconti anticipati? «Una soluzione impraticabile e che perdipiù distruggerebbe il commercio», è il pensiero dell?assessore regionale competente del Lazio, Francesco Saponaro. «Il saldo è un un?occasione straordinaria che va fatto in un momento determinato, nel Lazio ad esempio partono il secondo sabato di gennaio, non è la panacea che risolve la crisi dei consumi. Se nessuno lo vuole più, aboliamo». E il rischio di un Natale in austerity? «Un?attenta valutazione da parte dei consumatori e la serietà professionale da parte degli imprenditori possono garantire acquisti sereni per Natale», sostiene Saponaro.
Altra proposta da parte dell?Intesa ai commercianti è di praticare uno sconto del 20% agli iscritti alle associazioni (l?elenco dei negozianti che hanno aderito sarà presente nei siti di Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc). Niente regali oggi e niente telefonate il 18 dicembre: per un giorno spegnete i cellulari, invita l?Intesa, per protestare contro i rincari. Shopping ?trasparente? anche per le cene natalizie, propone Coldiretti, «contro le speculazioni nei principali mercati saranno distribuiti 10mila cartellini in cui i commercianti potranno indicare prezzo, origine e qualità di frutta e verdura per consentire ai consumatori di acquistare meglio».

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