7 Dicembre 2004

Antitrust: costa troppo cambiare conto corrente

Antitrust: costa troppo cambiare conto corrente

L`Abi si difende: iniziativa utile se serve a fare chiarezza, la concorrenza esiste. I consumatori: giusto mettere fine alle “taglie“



Roma
Banche di nuovo nel mirino dell`Antitrust. L`Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso infatti di avviare un`indagine conoscitiva sulle commissioni, a suo giudizio troppo alte, con cui gli istituti di credito e altri intermediari finanziari scoraggiano il cliente che abbandona una banca per cercarne una più conveniente. Finendo – si legge nel bollettino settimanale dell`Authority – per limitare la concorrenza, cioè quell`incentivo a migliorare l`offerta e ridurre i costi basato sulla legge della domanda e dell`offerta.

Il bollettino, nel suo linguaggio tecnico, parla di «costi per il consumatore, monetari e non, inerenti il passaggio a un`altra impresa». Costi che indeboliscono «la spinta che i consumatori possono dare all`agire dei meccanismi concorrenziali e aumenta il potere di mercato delle imprese, determinando esiti di mercato caratterizzati da condizioni di offerta con prezzi più elevati e/o qualità inferiore». Secondo il Garante, i consumatori, per evitare di dover fronteggiare i cosiddetti «switching costs», finiscono per rimanere «catturati dall` impresa presso la quale effettuano il primo acquisto».

L`Abi, l`associazione di categoria incassa l`iniziativa dell`Antitrust guardandone il lato positivo: «L`iniziativa può essere utile se serve a fare chiarezza in un settore che riguarda prodotti e servizi rivolti a milioni di cittadini», ma, allo stesso tempo, osservano, «la varietà di prezzi e la diversificazione dell`offerta di prodotti e servizi presenti sul mercato, che consentono ai clienti ampie possibilità di scelta, mostrano che nel settore bancario la concorrenza ha raggiunto livelli elevati. Non a caso – ricordano i banchieri – la stessa Antitrust ha recentemente accolto con favore le iniziative dell` Abi sugli stessi servizi, mettendo in evidenza i miglioramenti concreti in termini di concorrenza, trasparenza e chiarezza».

La decisione di avviare l`inchiesta è stata accolta con favore dalle associazioni dei consumatori, da tempo protagoniste di uno scontro con gli istituti di credito iniziato sulla scia dei crac finanziari e che ha finito per investire il rapporto fra banche e loro clienti. Lo stesso Antitrust non è nuovo a critiche e osservazioni sul sistema bancario, e solo a ottobre aveva fatto un richiamo sulla difesa del sistema bancario rispetto agli istituti stranieri, che non aiuta l`efficienza e la concorrenza. «Meglio tardi che mai», è stato il commento del presidente di Adusbef, Elio Lannutti, secondo il quale «fino a quando non sarà assegnata all`Antitrust la concorrenza bancaria, i consumatori saranno costretti a sorbirsi servizi bancari cari ed inefficienti, assieme alla vera e propria taglia chiesta dagli istituti di credito per cambiare banca».

Per il presidente del movimento di difesa del cittadino, Antonio Longo, occorre che si arrivi ad una eliminazione degli “switching cost“ che «tartassano gli utenti italiani» e ad una riduzione dei costi di chiusura dei conti correnti. «Sarebbe anche auspicabile – conclude Longo – arrivare ad una «portabilità» del numero del conto corrente bancario in modo da poter cambiare istituto conservando i rapporti con carte di credito». Anche il Codacons accoglie «con soddisfazione» l`iniziativa dell`Antitrust, e «speriamo che questa indagine porti a smantellare le “trappole per topi“ messe in atto dalle banche a danno degli utenti», afferma il presidente Carlo Rienzi. Che si augura «un intervento deciso dell`Antitrust così da dare ai consumatori la possibilità di liberare i propri risparmi e metterli sotto al materasso, visto che per gli utenti entrare in banca oramai è un pò come subire una “rapina“».

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