7 Dicembre 2004

Banche, costa caro chiudere il conto

Banche, costa caro chiudere il conto


L?Antitrust indaga. E anche la Banca d?Italia apre una sua inchiesta





ROMA Le banche tornano nel mirino dell?Antitrust. L?Autorità per la concorrenza ed il mercato ha aperto un?indagine conoscitiva sui costi che i clienti devono pagare per poter passare da un istituto di credito ad un altro e che incidono pesantemente sul grado di concorrenza nel settore. Il tema è caldo e la Banca d?Italia decide di non restare a guardare: in serata fa sapere che Palazzo Koch ha deciso di avviare un?indagine «ampia» su clausole, tempi e costi di tenuta dei conti correnti bancari .
La nuova iniziativa dell?Antitrust è particolarmente importante. Il controllo sulla concorrenza nei servizi di raccolta bancaria (per esempio, conti correnti, conti di risparmio, etc) spetta infatti per legge (ed è un caso unico al mondo) alla Banca d?Italia. L?Antitrust infatti punta dritto sui servizi di intermediazione finanziaria come il risparmio gestito o amministrato (fondi comuni, gestioni patrimoniali, acquisto e custodia di titoli, etc.) e sull?offerta delle carte di credito. Tutti questi prodotti sono in genere strettamente legati al conto corrente e ciò, in concreto, estende l?indagine anche a questo terreno. Così Bankitalia scende in campo, avendo già avviato un primo sondaggio fra 273 istituti e ricevuto degli esposti di protesta da parte dei consumatori.
E? quindi una doppia inchiesta (su binari però paralleli) quella che ora metterà le banche sotto osservazione. La decisione dell?Antitrust è del 16 novembre ma è stata pubblicata solo ieri. Da cosa si è partiti? Come sempre, dalle denunce dei diretti interessati, cioè dei clienti. Da queste denunce è emerso che chiunque voglia cambiare banca è soggetto a costi di cambiamento pesanti, sia per le commissioni «ingiustificatamente elevate per la chiusura dei rapporti contrattuali», sia per i «tempi eccessivamente lunghi» legati all?interruzione dei rapporti. E? stata poi segnalata l?esistenza di «onerose commissioni di ingresso per l?attivazione dei servizi» sottoposti ad indagine. Dalle denunce, infine, è emerso che la presenza di switching costs nei servizi d?intermediazione finanziaria «deriva anche dal legame esistente tra questi ultimi con i servizi strettamente bancari», come appunto i conti correnti. In conclusione, afferma l?Antitrust, l?esistenza di costi di cambiamento «aumenta il potere di mercato delle imprese e indebolisce la spinta dei consumatori» che finiscono per «rimanere ?catturati? dall?impresa (banca o intermediario finanziario) presso la quale effettuano il primo acquisto».
Ecco perché è scattata l?indagine a tutto tondo. In una precedente istruttoria sulle clausole contrattuali dell?Abi (Associazione bancaria italiana) in materia di carte di credito è emerso che le banche contribuivano ad innalzare ostacoli alla mobilità della clientela e che le commissioni sono più che raddoppiate dal ?99 al 2002.
I consumatori applaudono all?iniziativa dell?Antitrust. Adiconsum, Codacons, Cittadinanzattiva e Movimento per la difesa del cittadino esprimono «soddisfazione». L?Abi osserva che l`indagine conoscitiva «può essere utile se serve a fare chiarezza in un settore che riguarda prodotti e servizi rivolti a milioni di cittadini». Ma fa anche rilevare che «la varietà di prezzi e la diversificazione dell`offerta di prodotti e servizi presenti sul mercato» mostrano che «la concorrenza ha raggiunto livelli elevati».

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