Caro-conto concorrente, le banche nel mirino
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fonte:
- Corriere della Sera
Prima Antitrust e poi Bankitalia fanno partire le indagini:
«Cambiare banca costa troppo e penalizza la concorrenza»
ROMA – Le autorità di controllo accendono un faro sulle banche: Antitrust e Bankitalia hanno deciso di indagare sul caro-conto corrente. Il motivo? Presto detto. Cambiare banca costa troppo e questo, oltre a penalizzare i consumatori, pone un serio ostacolo alla concorrenza nel settore.
L`ANTITRUST – La prima a muoversi è stata l`Autorità garante della concorrenza e del mercato, intenzionata a fare luce sulle commissioni, a suo giudizio troppo alte, con cui gli istituti di credito e altri intermediari finanziari scoraggiano il cliente che abbandona una banca per cercarne una più conveniente. Finendo – si legge nel bollettino settimanale dell`Authority – per limitare laconcorrenza, cioè quell`incentivo a migliorare l`offerta e ridurre i costi basato sulla legge della domanda e dell`offerta.
BANKITALIA – E dopo la mossa dell`Antitrust, anche la Banca d`Italia ha fatto sapere di aver deciso di avviare un`indagine più
«ampia» rispetto a quella già condotta e conclusa nella
primavera scorsa sulle modalità, i tempi, e i costi di tenuta
dei conti correnti bancari. «È stata esaminata la possibilità
di un`indagine più ampia e ne è stato predisposto l`avvio»,
ha sottolineato una fonte di Via Nazionale precisando che la
decisione è stata assunta «sulla base delle conclusioni dell`indagine» già svolta dall`istituto centrale (rese note
nell`ultima Relazione Annuale) e sulla base «degli esposti, nel
frattempo ricevuti».
L`ABI – Un?iniziativa «utile» a detta dell?Associazione bancaria italiana, che ci tiene tuttavia a mettere in luce «la diversificazione dell?offerta di prodotti e servizi presenti sul mercato», le «ampie possibilità di scelta» date al cliente e i «livelli elevati» della
concorrenza raggiunta dal settore bancario.
I CONSUMATORI – Le associazioni dei consumatori «plaudono» all?indagine dell?Antitrust, che aveva già affrontato lo stesso tema nel procedimento istruttorio sugli schemi generali di contratto predisposti dall?Abi. Tuttavia, nota l?Adusbef, «fintanto che la concorrenza bancaria resterà alla Banca d?Italia, invece che all?Autorità Garante del Mercato, come in tutti i Paesi più
evoluti, l?indagine conoscitiva dell?Antitrust non produrrà alcun
effetto concreto». Per il Movimento dei consumatori, «sarebbe
auspicabile arrivare alla «portabilità» del numero di conto corrente bancario», mentre l?Adiconsum dichiara la propria fiducia nell?Autorità per la concorrenza. Fiducioso anche il Codacons: «Ci auguriamo – spiega il presidente Rienzi – un intervento deciso dell?Antitrust così da dare ai consumatori la possibilità di liberare i propri risparmi e metterli sotto al materasso, visto che per gli utenti entrare in banca oramai è un po? come subire una rapina».
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