7 Dicembre 2004

Boom degli acquisti a rate, si pagano ma a fatica Anche a Como

Boom degli acquisti a rate, si pagano ma a fatica
Anche a Como primi «segnali» di difficoltà dopo il forte indebitamento delle famiglie registrato degli ultimi anni: +16%
Il Codacons: non si arriva più a fine mese e per qualsiasi acquisto ormai è prassi ricorrere al credito al consumo




Como Acquisti? Sì, ma solo a rate. La corsa al microcredito al consumo spopola anche a Como, ma il boom di insolventi sui tavoli giudiziari, per ora, resta fuori dai confini cittadini. «Non abbiamo nessuna causa per mancati pagamenti rateali – commenta il dirigente dei giudici di pace, Pietro di Marco – Ne sono più che sicuro perché sono io stesso ad assegnare quanto passa per quest`ufficio». Insomma, una vera e propria controtendenza. A Milano, la città più ricca d`Italia, i decreti ingiuntivi richiesti al giudice di pace per un valore massimo pari a 2.500 euro sono più che triplicati nel giro di tre anni: un aumento del 225% tra il 2002 e il 2004 e, soltanto nell`ultimo anno, il balzo in crescendo è stato del 40%. A Como, invece, il tasso d`indebitamento è alto, la sofferenza, anche delle fasce medie, è diffusa ad ampio raggio, ma il più delle volte si riesce ad evitare il ricorso alle vie legali. «Certamente c`è una grande sofferenza economica – spiega Mara Merlo di Federconsumatori -. Il ricorso alle finanziarie per acquisti di vario genere è crescente, così come anche la difficoltà di rispettare i pagamenti rateali, ma si cerca sempre di trovare piani di rientro, pattuire diverse dilazioni. Non si arriva quasi mai al giudice di pace». Eppure nel corso del 2003 l`indebitamento per le famiglie comasche ha registrato picchi da record, salendo fino al 16,6%. Como è tra le prime dieci province in Italia con il più alto livello di prestiti da «saldare» con banche, finanziarie e istituti di credito di varia natura. Un valore superiore di 5 punti al dato nazionale (11,6%). Ma la causa è presto spiegata. Su 100 euro, ogni famiglia ne destina almeno 17,5 per gli alimenti, 18,2 in bollette, 16,6 per trasporti e comunicazioni, 9,4 tra manutenzione della casa, mobilio ed elettrodomestici, 9,2 per il tempo libero, 9 per abbigliamento, cultura e istruzione, 7,9 per servizi vari e 3,1 invece per servizi sanitari. Per tutto il resto non resta che indebitarsi. «Il credito al consumo sta dilagando a macchia d`olio anche a Como – afferma Giuseppe Doria della Adoc – Ma qui la litigiosità che porta ai giudici per questioni di morosità è minima; da altre parti invece sta diventando un fenomeno consistente. Bisogna considerare però che nell`ultimo periodo abbiamo avuto 7-8 casi di contestazione, da parte degli acquirenti, degli interessi applicati dalle finanziarie. E questo vuol dire che c`è difficoltà a pagare, altrimenti a nessuno verrebbe in mente di andare a controllare se tutto viene fatto secondo le regole o meno. Prima non era mai successo». «Io la chiamo ormai povertà della quarta settimana – sostiene Mauro Antonelli della Codacons -. Le famiglie non arrivano a fine mese e per qualsiasi acquisto ricorrono al credito al consumo. Non abbiamo seguito finora casi di morosità, ma certamente riscontriamo una fatica generale nel rispettare i pagamenti. Poi da noi si rivolgono per mancata riparazione o sostituzione del prodotto acquistato in caso di difetto, insomma quando si creano problemi con la finanziaria, che comunque pretende il pagamento». Chiara Sirna

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