5 Dicembre 2004

«Non hanno difeso i diritti d?autore»

«Non hanno difeso i diritti d?autore»


Mogol: ho riscontrato conservatorismo e inerzia, anziché impegno



ROMA – Bufera Siae, come l?hanno presa gli interessati? I consiglieri appena ?sconfessati? dal Consiglio di Stato preferiscono non reagire pubblicamente alla sentenza che li rispedisce a casa. Lo scrittore Diego Cugia , inventore del fortunato Jack Folla radiofonico, si trincera dietro il classico no comment : «Ho la coscienza a posto, abbiamo fatto un ottimo lavoro», si limita a dire, aggiungendo che il ricorso Codacons è «uno dei tanti» presentati dall?associazione dei consumatori.
No comment anche da parte del discografico Giovanni Natale che rimanda alle dichiarazioni ufficiali della Siae, mentre Franco Micalizzi (presidente dello Snac, il sindacato degli autori e dei compositori) precisa di essersi dimesso dal cda nove mesi fa per «distendere gli animi», cioè per favorire l?accordo tra le ribollenti fazioni che in occasione delle elezioni del cda se l?erano date di santa ragione ma poi avrebbero ritrovato «armonia e unanimità». Oggi il compositore è consigliere del presidente Franco Migliacci che afferma di non aver ancora letto la sentenza ma non può fare a meno di domandarsi «perché il Consiglio di Stato se la prende con noi e non con chi doveva garantire il corretto svolgimento delle elezioni», cioè il commissario straordinario della Siae Mauro Masi.
Mentreil il direttore generale Gianni Profita , che non è stato colpito dalla sentenza e perciò resta al suo posto, guarda al futuro: «I problemi giudiziari hanno un?origine esterna alla vita della società e non possono alterarne l?equilibrio, l?integrità, il prestigio. Sono sicuro che la Siae opererà rapidamente per ricostituire la funzionalità degli organi sociali nel rispetto degli associati e delle norme». Con quali tempi? «Confido che l?iter sia percorso in tempo tale da non incidere nell?attività della società cui è affidata la tutela del diritto d?autore, fondamento dell?attività culturale del Paese».
Della cultura italiana, e non solo, parla con veemenza Mogol , uno dei soci Siae più prestigiosi e presidente dell?Uncla (il sindacato dei compositori e autori di musica leggera). Il grande paroliere allarga il problema alla difesa del diritto d?autore, oggi minacciato dall?uso incontrollato di internet, dalla pirateria, dal mancato sostegno pubblico. E si augura che i nuovi consiglieri diano battaglia per difenderlo, «cosa che non hanno fatto» quelli appena bocciati. «E? un momento delicatissimo – dice – nel quale il diritto d?autore e di conseguenza l?intera cultura popolare, alla quale ho dedicato la mia vita, subiscono attacchi pesantissimi. Non è esagerato parlare di emergenza. Io mi aspettavo dalla Siae impegno, tensione, un atteggiamento fortemente combattivo…». Invece? « Ho riscontrato conservatorismo, addirittura inerzia. Al di là delle sentenze amministrative e della corsa alle poltrone, c?è bisogno di forze nuove e agguerrite che possano sensibilizzare il governo, il parlamento, gli organismi internazionali. Il problema riguarda noi ma ancor più i nostri figli. Se muore la cultura popolare di un Paese, muoiono anche i suoi valori».


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