2 Dicembre 2004

Due famiglie sfrattate dall?Università

Due famiglie sfrattate dall?Università

Ca? Foscari mette in vendita gli appartamenti affittati da 30 anni







Anche gli enti pubblici sfrattano e contribuiscono all?esodo degli abitanti. La denuncia viene da due famiglie di Castello, che hanno scoperto da un?avviso d?asta che la loro casa è stata messa in vendita dall?Università di Ca? Foscari, proprietaria dell?immobile.
«E poi si lamentano perché questa città perde abitanti», dicono. Le due famiglie abitano a Castello in rio dei Greci, a pochi passi dal palazzo gotico fino a qualche anno fa utilizzato proprio da Ca? Foscari e oggi trasformato in albergo. Il contratto d?affitto è stato stipulato negli anni Sessanta, e va a scadenza l?anno prossimo. Nel frattempo, l?Ateneo ha deciso di vendere immobili. Servono per fare fondi e acquistare nuove sedi da mettere a disposizione degli studenti in continuo aumento. C?è la nuova grande struttura di Economia all?ex Macello di San Giobbe, ma adesso Ca? Foscari potrebbe essere interessataa rilevare la sede dell?Enel a Santa Margherita. Dunque ha messo in vendita gli immobili. Ma tra questi ci sono appartamenti occupati da famiglie di veneziane. «Abbiamo chiesto se avevamo diritto di prelazione e che prezzo avevano in mente», racconta l?inquilino, «ma non ci hanno risposto. Abbiamo scoperto che i due appartamenti, che occupiamo da una vita, vengono messi in vendita assieme. Facile dunque che la migliore offerta la possa fare qualcuno intenzionato a fare un uso speculativo di questi immobili. Ma è una vergogna, anche così si incentiva l?esodo degli abitanti».
Una tendenza che non si ferma, nonostante i proclami. Case e appartamenti vengono trasformate in affittacamere dopo che gli inquilini sono stati sfrattati e l?immobile è stato venduto. Resistono, con qualche eccezione, le case degli enti pubblici. «Di queste occorre fare un censimento serio», dice l?avvocato Mario d?Elia, segretario del Codacons veneziano, «cominciando dagli enti di assistenza del Comune. Ma anche quelli religiosi. Il patriarca Scola ha chiesto contributi per il restauro del patrimonio immobiliare della Curia. Giusto, ma ci farebbe piacere se fosse reso pubblico il numero degli appartamenti della Curia e il prezzo di locazione».

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