2 Dicembre 2004

Il garante non esclude sanzioni

Il garante non esclude sanzioni: «Avevamo invitato i confederali a escludere gli autoferrotramvieri dalla mobilitazione generale del 30 novembre scorso»



ROMA ? Pioggia, lo sciopero annunciato di autobus e metropolitane, l?uso del mezzo privato come unica alternativa. A Roma ieri è stato l?inferno: traffico impazzito, autobus (neanche pochi) presi d?assalto come diligenze del Far West, metropolitane A e B chiuse, file interminabili di clienti alle stazioni di taxi. Molti gli incroci strategici privi di vigili, macchine parcheggiate in tripla fila che impedivano il transito ai mezzi pubblici. Autisti furibondi: «Era meglio se scioperavo» e tanti cittadini rassegnati. Lo psicodramma si è consumato per tutta la mattina e il pomeriggio l?assalto ai taxi ha raggiunto momenti di tensione nei punti clou: soprattutto alla Stazione Termini dove si poteva aspettare l?arrivo di un?auto bianca anche un?ora. Cronache di ordinaria follia: alle cinque si sono aperti i cancelli delle stazioni metropolitane. Una massa di gente all?attacco dei vagoni: viaggiatori come sardine e scene di panico per poter guadagnare le porte d?uscita. Lo stesso copione della mattina.
Il secondo giorno di stop del trasporto pubblico locale (due giorni fa fermo per lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil, ieri per quello proclamato dalla Cub a sostegno del rinnovo del contratto) ha registrato la solita guerra di cifre: 40% la partecipazione media, con punte del 70%, secondo i sindacati di base; adesione «insignificante, il 9%», afferma invece l`Asstra, l`associazione delle aziende di trasporto pubblico locale; astensione «scarsissima», sostiene la Filt-Cgil.
Sta di fatto che la chiusura della metropolitana a Roma (dove, secondo i sindacati, al fermo di tram e bus ha aderito il 40%; al massimo il 16%, per l`Asstra) ha creato non pochi problemi. I cittadini sono ormai esasperati e nelle grandi metropoli è il caos», si è lamentato il Codacons, una delle sigle dei consumatori, invocando la Commissione di garanzia. Che prontamente ha risposto: i garanti decideranno «in una prossima seduta» se dare avvio o meno alla procedura di valutazione per l`applicazione di sanzioni, ricordando di aver invitato, fin dall`11 novembre scorso, i sindacati ad escludere dallo sciopero generale del 30 novembre il trasporto pubblico locale. Non solo. Le associazioni dei consumatori potrebbero rivolgersi anche al giudice ordinario. L`apertura della procedura sanzionatoria, come ricorda il presidente dell`organo di garanzia, Antonio Martone, può essere richiesta anche dalle associazioni dei consumatori le quali, «in caso di effettuazione dello sciopero nonostante la delibera di invito della Commissione, sono legittimate a rivolgersi direttamente al giudice ordinario anche solo al fine di ottenere la pubblicazione della sentenza che accerta la violazione dei diritti degli utenti». Ancora, il Codacons ha chiesto ai datori di lavoro di giustificare i dipendenti che ieri non sono riusciti a raggiungere l?ufficio e alle amministrazioni comunali l?apertura delle Ztl, zone a traffico limitato, in alcune città dove la circolazione stradale è stata particolarmente difficoltosa.
«Ai tranvieri italiani il contratto sottoscritto dalle organizzazioni concertative il 18 novembre non piace», ha affermato dal canto suo il coordinamento nazionale dei sindacati di base (che riunisce Sult-Tpl, Cobas e Cub Fltu-rb), sciorinando i propri dati sulle adesioni: 40% a Roma, dove le metropolitane erano chiuse; del 73% a Livorno; del 67% a Bologna; del 41% a Milano; del 33% a Firenze; del 41% a Trieste; del 33% a Gorizia; del 29% a Udine; del 45% a Imola; del 32% a Venezia; del 31% a Genova. «Ancora una volta – ha aggiunto il coordinamento – gli autoferrotranvieri italiani sono costretti a mobilitarsi contro un accordo “a perdere“ firmato da chi, ormai, rappresenta sicuramente tanti interessi, tranne che quelli dei lavoratori». Non sembra pensarla così Franco Nasso, segretario nazionale della Filt-Cgil: «La grande adesione dei lavoratori del trasporto pubblico locale allo sciopero di martedì e la scarsissima adesione a questo sciopero – ha replicato – dimostrano quanto siano condivise dagli autoferrotranviari le ragioni dello sciopero generale di ieri promosso da Cgil, Cisl e Uil e il consenso sul contratto collettivo nazionale di lavoro, appena rinnovato. Un consenso che troverà conferma nel referendum fra i lavoratori sul contratto che si svolgerà dal 6 al 10 dicembre».

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