1 Dicembre 2004

Inflazione ancora giù: a novembre è all?1,9%

Inflazione ancora giù: a novembre è all?1,9%





Carne, latte, uova, pane e cereali. Ma anche frutta, verdura e medicinali. È la dieta dell?inflazione, grazie alla quale il suo tasso è sceso a novembre all?1,9% (dal 2% di ottobre): per vedere un livello così basso del carovita bisogna andare al 1999. E se l?Istat vede e pubblica gi effetti della sua cura dimagrante, i consumatori vedono l?inflazione ancora «sovrappeso». Ma tant?è: l?istituto di statistica conferma il dato al ribasso fornito lunedì dalle città campione che dava un?inflazione al 2% su base annua se l?aumento mensile dei prezzi fosse stato dello 0,2%, e dell?1,9% se il carovita di novembre avesse raggiunto un +0,1% su novembre. E se i numeri sembrano ridare respiro ai portafogli delle famiglie italiane, lo stesso Istat raffredda gli eventuali entusiami ricordando che in un anno il prezzo della benzina verde è aumentato del 12,5% e quello del gasolio del 14,6%. Dunque, per i prezzi questo l?autunno più freddo degli ultimi cinque anni. Con un indice armonizzato al 2% (come indicato nel cruscotto nella parte alta della pagina), l`Italia scende anche al di sotto della media europea, indicata lunedì, dalle stime Eurostat al 2,2% a novembre. A far sentire il suo effetto positivo sui prezzi è stata innanzitutto la flessione degli alimentari, voce che da sola pesa per circa un sesto del paniere e registrata in calo dello 0,2% rispetto a novembre 2003 (con un andamento negativo che non si registrava dal `97). I primi responsabili della diminuzione sono stati frutta e ortaggi, entrambi in netto calo (rispettivamente del 2% e dell`8,4%) rispetto ai picchi degli anni scorsi. Ma a rallentare la crescita sono anche i prezzi di altri alimenti di prima necessità: carne, latte, uova, pane e cereali. La frenata è arrivata anche dal capitolo servizi sanitari e spese per la salute, in calo dello 0,3% su base annua e dello 0,4% rispetto a ottobre. Sono stati i farmaci a trascinare gli indici al ribasso, con prezzi in flessione dell`1,7% su base mensile e del 4,7% su novembre 2003. L`Istat non precisa quali siano i medicinali che hanno inciso sul calo, ma un contributo potrebbe essere arrivato dall`intesa raggiunta tra il ministero della Salute e le case farmaceutiche per la riduzione immediata del prezzo dei vaccini antinfluenzali di circa il 26%, pari a 3-4 euro a confezione. La spinta al rialzo è invece stata impressa da altri capitoli che hanno accelerato la corsa. Primo tra tutti quello della casa passato dal 2,7% di ottobre al 3%. L`accelerazione, spiega l`Istat, è dovuta alla crescita dei prezzi del gas (+1% mensile) e dei combustibili liquidi (+14,9% annuale). Impennata anche per i trasporti, dal 3,9% di ottobre al 4,4% di novembre, voce in cui rientrano anche benzina (in aumento di oltre il 12% rispetto al 2003) e gasolio (+14,6%). Per l?Intesaconsumatori, in calo o in aumento, tutti i dati sono «ridicoli, miracolistici e non aderenti neppure lontanamente a una realtà fatta di sacrifici e lacrime». Le associazioni dei consumatori non credono ai «miracoli di San Biggeri» e denunciano intere fasce di popolazione ormai «allo stremo». Seria anche la preoccupazione di Confcommercio che lancia l`allarme per il crollo della domanda. «Il rientro fin troppo accelerato e imprevisto dell`inflazione – afferma il centro studi dell`organizzazione – si spiega soprattutto con una caduta verticale della domanda che non dipende però soltanto dal diminuito potere di acquisto ma anche da un evidente peggioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese sulle possibilità di ripresa del nostro Paese». Contro un`economia che rischia la «dialisi», occorre dunque rilanciare gli investimenti eliminando i troppi «orpelli» che ne frenano lo sviluppo. Di tutt`altro tono invece i commenti del governo. Il viceministro delle Attività produttive, Adolfo Urso, parla di un «buon segnale» per le famiglie soprattutto in vista dei consumi natalizi e replica a Confcommercio: il rilancio dei consumi arriverà grazie al taglio dell`Irpef. A contribuire al calo, spiega, sono stati gli accordi con le categorie, che vanno ora riproposti anche nel 2005.

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