30 Novembre 2004

Inflazione stabile a novembre

Inflazione stabile a novembre

Inflazione ferma o, forse, in discesa: per la prima volta in cinque anni sotto al 2 per cento nel mese di novembre. E` quanto emerge dalle rilevazioni Istat provenienti dalle tredici città campione, con un dato a metà strada che non consente di fornire un risultato certo in merito alla variazione mensile.



L?inflazione resta stabile, con l`indice di novembre che si è fermato al 2 per cento annuo. E` quanto emerge da una elaborazione dei dati delle città campione, che vedono l`indice dei prezzi al consumo in crescita dello 0,2 per cento su base mensile. A Roma si è registrato un calo dello 0,2 per cento, mentre a Milano c`è stato un aumento dello 0,2 per cento. Sarà l`Istat, oggi, a confermare o meno il dato con la stima provvisoria.
Particolarmente significativo il valore rilevato nella capitale dove l`indice ha raggiunto il livello più basso degli ultimi anni, con un calo dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente e una variazione dell`1,3 per cento rispetto allo stesso mese dell`anno precedente. Il dato risulta al di sotto di quello nazionale che sarà diffuso oggi. Un ulteriore rallentamento, quindi, dovuto principalmente all`annullamento dell`effetto trascinamento creato dall`aumento delle tariffe dei trasporti pubblici urbani avvenuto a novembre 2003.
Positivi i commenti ai dati Istat del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano: “Il protocollo d`intesa con la grande e media distribuzione sta avendo i propri effetti, come previsto, anche se, mi pare con l`eccezione di Torino“. ?Il tasso di inflazione al 2 per cento, inferiore alla media europea, se confermato domani dall`Istat, è certamente un buon segnale per i consumatori italiani, soprattutto per quelli a reddito fisso anche in vista delle festività e quindi dei consumi natalizi. Evidentemente gli accordi con le associazioni di categoria stanno ottenendo risultati concreti e vanno riproposti per l`intero 2005“.
E` quanto dichiara Adolfo Urso, vice ministro delle attività produttive, secondo cui “ va dato atto ad esercenti e commercianti di aver svolto un ruolo positivo che va intensificato soprattutto nei confronti dei prodotti a più largo consumo tra i ceti più deboli. Credo che questo dato possa contribuire a rasserenare gli animi e a dare maggiore fiducia in vista del rinnovo contrattuale del pubblico impiego“. Critica invece la posizione espressa dalla Coldiretti: “I prezzi all`origine pagati nel mese di novembre agli agricoltori per verdure e ortaggi sono dimezzati rispetto a quelli dello scorso anno (-49,2 per cento) e hanno raggiunto nei campi valori dell`ordine di centesimi che tuttavia si trasformano in euro quando arrivano sugli scaffali dei negozi per essere acquistati dai consumatori“. Questa infatti la denuncia della Confederazione nazionale dei coltivatori diretti, che aggiunge: “La riduzione dei prezzi pagati agli agricoltori registrata dall`Osservatorio del governo per verdura e ortaggi nel mese di novembre non risparmia neanche la frutta dove nei campi si registrano cali medi del 21 per cento dei prezzi“.
“Ancora una volta dalle città campione emerge una rappresentazione irreale dei prezzi, con un`inflazione al ribasso per il mese di novembre all`1,9 per cento, o al massimo stabile al 2 per cento“. È questa invece la denuncia di Intesaconsumatori che commenta negativamente il dato, evidenziando come “di tale riduzione i consumatori non si siano resi conto“.

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