30 Novembre 2004

Inflazione stabile al 2%




ROMA – Inflazione ferma o, forse, in discesa per la prima volta in cinque anni sotto al 2% nel mese di novembre. A dirlo sono le rilevazioni provenienti dalle tredici città campione, con un dato a metà strada che non consente di fornire un risultato certo in merito alla variazione mensile. Nel caso in cui i prezzi siano cresciuti dello 0,1%, infatti, il carovita risulterebbe arretrato all`1,9%, mentre se il rialzo fosse dello 0,2% l`inflazione rimarrebbe stabile al 2%. Il dato definitivo verrà reso noto dall`Istat il 14 dicembre. Ferma o in calo che sia, l`inflazione, spiega Gianluigi Mandruzzato di Banca Intesa, « ha risentito anche a novembre, come nel mese precedente, soprattutto del calo dei prezzi dei medicinali » , in flessione dell`1,6% su tutto il territorio nazionale. Ma buone notizie arrivano anche dai listini di alberghi, bar e ristoranti: « Basti pensare – riferisce Donato Berardi del Ref – agli andamenti registrati in due città d`arte come Roma (- 2%) e Firenze (- 1,3%): da una parte c`è il turismo che tira di meno a causa dell`euro forte, ma dall`altra ci sono anche i comportamenti pi ù accorti dei consumatori » . Continua, poi, anche il calo degli alimentari, soprattutto freschi, e delle comunicazioni, trainate dai ribassi dei cellulari. « A fronte di un andamento parecchio disomogeneo da città a città – sottolinea Paolo Guida di Ubm – il capitolo alimentari è in calo dappertutto, a cominciare da Roma (- 0,3%) e Milano (- 0,5%) » . Qualche resistenza a scendere si registra invece sul fronte energia, dove la benzina sembra non aver ancora incamerato la flessione del petrolio. Dalle città campione « emerge una rappresentazione irreale dei prezzi » . E` quanto sostiene l`Intesaconsumatori, secondo cui « si tratta come al solito di numeri in libertà » . A giudizio del pool di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, infatti, « della riduzione i consumatori non si sono resi conto » , dal momento « i numeri cozzano con gli aumenti dei prezzi avvenuti in questo mese: dalla benzina agli alimentari, passando per le tariffe di vari settori » . Intanto, i prezzi alla produzione ad ottobre sono cresciuti del 4,4% rispetto ad ottobre 2003 e dello 0,7% rispetto a settembre scorso. L`Istat precisa che l`incremento tendenziale è il pi ù alto da febbraio 2001 ( 4,8%). Al netto dei prodotti petroliferi raffinati e dell`energia elettrica, gas e acqua la variazione congiunturale è stata di 0,2% e quella tendenziale del 3,4%. L`Istat rileva che in termini congiunturali, i prezzi dei beni di consumo hanno registrato una variazione nulla, quelli dei beni strumentali un incremento dello 0,1%, quelli dei beni intermedi un aumento dello 0,5% e quelli dell`energia una crescita del 2,8%. Gli aumenti congiunturali pi ù significativi sono stati registrati nei settori prodotti petroliferi raffinati ( 5%), dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali ( 1,4% dovuto essenzialmente all`aumento dei prezzi dei prodotti chimici di base), dell`energia elettrica, gas e acqua ( 0,9 energia elettrica e del gas naturale distribuito), dei prodotti delle miniere e delle cave e degli articoli in gomma e materie plastiche ( per entrambi 0,5%). Su base tendenziale, spiega ancora l`istituto di statistica, gli aumenti pi ù significativi sono stati registrati nei settori prodotti petroliferi raffinati ( 21,2%) e dei metalli e prodotti in metallo ( 15,7%), dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali ( 5,8%) e dei prodotti delle miniere e delle cave ( 5,4%). . Diminuzioni tendenziali sono state riscontrate nei settori dei prodotti alimentari , bevande e tabacco (- 0,5%) e del cuoio e dei prodotti in cuoio (- 0,3%).

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