26 Novembre 2004

L?anatocismo arriva in Parlamento





Dalle aule di Tribunale a quelle di Montecitorio: questa l?ultima novità sull?anatocismo, ovvero l`applicazione di interessi su altri interessi piuttosto che sul capitale. Il deputato della Lega Nord, Giovanni Didonè ha infatti firmato una proposta di legge per favorire la soluzione stragiudiziale, quella cioè che non prevede il ricorso a una causa legale. Condizione, invece, attualmente necessaria affinché i clienti possano essere risarciti degli interessi anatocistici.

Va infatti ricordato che l?anatocismo è quella pratica secondo la quale le banche calcolano trimestralmente gli interessi quando il correntista va in rosso e annualmente invece quando devono corrispondere interessi a favore del cliente. Prassi, peraltro già vietata dal Codice Civile (art. n°1283) ma che lo scorso 4 novembre la Corte di Cassazione ha definitivamente condannato con una sentenza che ora obbliga gli istituti di credito i a risarcire ai propri clienti quanto trattenuto nel corso dei dieci anni precedenti al 1999, cioè fino a quando le banche hanno praticato l?anatocismo.

E la proposta di legge del Carroccio ha proprio lo scopo di promuovere gli accordi stragiudiziali tra le banche e i correntisti per la restituzione degli interessi illegalmente addebitati. In particolare il provvedimento prevede per le banche l`obbligo di rilasciare a titolo gratuito la certificazione degli interessi anatocistici tra il 1° gennaio 1987 e il 19 ottobre 1999. Inoltre il ricorso alla soluzione stragiudiziale eviterebbe anche i costosi ricorsi in tribunale che, allo stato delle cose, dovrebbe intraprendere i clienti, vittime dell`anatocismo.

La recente pronuncia della Cassazione – ha spiegato Didoné – ha condannato le banche, anche retroattivamente, alla restituzione degli interessi percepiti illegalmente. Tuttavia – continua – dal momento che gli istituti di credito hanno fatto sapere che pagheranno solo in presenza di una specifica condanna, il correntista vittima dell?anatocismo, dovendo intraprendere una causa civile contro la propria banca, sarà soggetto a spese molto onerose. La proposta di legge cercherà quindi – conclude Didoné – di ripristinare una situazione di giustizia sociale evitando non solo che le banche affrontino oneri correlati alla difesa nei vari giudizi (i costi per le stesse banche in molto casi saranno infatti superiori a quelli preventivabili per i rimborsi ai clienti), ma che consentirà anche di evitare l`intasamento dei tribunali per la valanga di cause per anatocismo che saranno istaurate. In proposito l`Adusbef ha annunciato che attenderà non oltre il 7 dicembre prima di notificare un primo troncone di circa 2.500 cause.

La proposta leghista di ricorrere a soluzioni extragiudiziali non è comunque una novità. Già, infatti, negli scorsi giorni le associazioni dei consumatori hanno ribadito la necessità di procedere attraverso forme conciliative per le famiglie e le imprese familiari. In prima linea l`Adiconsum che continua a criticare la decisione di netta chiusura assunta dall`Associazione bancaria (Abi) a qualsiasi negoziato per risolvere il problema dell`anatocismo. Inoltre i Consumatori definiscono “incomprensibile“ la decisone delle banche di coinvolgere la Corte di giustizia europea.
Sulla stessa linea anche l?Adusbef che ricorda alle banche la possibilità di negoziare le modalità dei rimborsi, anche mediante l`emissione di certificati di debito, emessi in 10 rate semestrali entro 60 mesi.

Infine, il Codacons ha annunciato di aver inserito sul proprio sito internet (www.codacons.it) un software gratuito che permette di calcolare gli interessi anatocistici da ottenere in rimborso dalle banche.



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